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Parità di genere, “What Women Want” chiama in causa il governatore Oliverio

Parità di genere, “What Women Want” chiama in causa il governatore Oliverio

Dopo il rinnovo dell’Organismo Indipendente di Valutazione, sono state riscontrate gravi irregolarità nella sua composizione, in violazione del principio di parità di genere.

Il Direttivo dell’associazione What Women Want ha diffuso una nota in cui rivolge un appello al Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, invitando il governatore ad agire subito in merito alle gravi irregolarità registrate rispetto all’attuale composizione dell’OIV (Organismo Indipendente di Valutazione), «uno dei pochi – si legge nella nota – a imporre espressamente la rappresentanza di entrambi i generi al suo interno, così come previsto dalla l.r. 3/12».

La norma regionale dispone che tale organismo debba essere costituito da due uomini in qualità di componenti esterni e di una donna come compenente interno. Ebbene, dopo soli dieci giorni dal rinnovo dell’Organismo, in seguito alla rinuncia del componente interno, si è immediatamente provveduto alla sua surroga attraverso la nomina di un uomo, in maniera sprezzante del principio dell’equilibrio di genere stabilito dalla legge che disciplina quest’organo di vigilanza così importante (art. 11, l.r. 3/12.; artt. 31-32 del Regolamento di funzionamento).

«Tocca, ricordare, l’impraticabilità di una simile composizione – prosegue il Direttivo – che non solo viene a ledere il principio delle pari opportunità sancito a tutti i livelli normativi, traducendosi in un’odiosa forma di discriminazione, ma soprattutto appare ancora più ingiustificata alla luce della considerazione per cui la nomina di almeno un componente per genere non può essere in alcun modo derogata dalla eventuale assenza di candidati in una delle categorie selezionate».

Secondo il Direttivo dell’Associazione femminile si tratta di una seria violazione, ancor più intollerabile in quanto compiuta da una pubblica amministrazione che, tra i propri doveri istituzionali, ha l’obbligo di garantire il rispetto delle pari opportunità fra uomini e donne, e che, al contempo, verrebbe a testimoniare «l’ennesima conferma dell’esistenza del “tetto di cristallo” che impedisce alle donne il raggiungimento delle cariche più elevate». (Maddalena Perfetti)

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