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Ragazzo sequestrato dopo l’autostop, chieste tre condanne

Ragazzo sequestrato dopo l’autostop, chieste tre condanne

Le richieste di pena vanno da 4 anni e 2 mesi a 4 anni di reclusione. Lunedì prossimo le arringhe difensive e subito dopo sarà emessa la sentenza di primo grado. All’epoca dei fatti i carabinieri di Cosenza arrestarono quattro persone, di cui una di età minore per la quale procede la procura minorile di Catanzaro. 

Fu un episodio che scosse tutta la comunità di Cosenza e oggi la storia giudiziaria di quella rapina e sequestro di persona annesso giunge quasi al termine. Nei giorni scorsi infatti la procura di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, ha chiesto la condanna per tre dei quattro giovani arrestati nei mesi scorsi dai carabinieri della Compagnia di Cosenza. Uno è minorenne e quindi procede la procura minorile di Catanzaro.

Per Gianluigi C. l’accusa ha richiesto una condanna a 4 anni e 2 mesi di carcere, mentre per Cristian R. e Armido B. sono stati chiesti 4 anni di reclusione. L’udienza è stata rinviata a lunedì prossimo, giorno in cui il collegio difensivo – composto dagli avvocati Luca Acciardi, Amelia Ferrari e Sergio Sangiovanni – discuterà le singole posizioni. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Angela D’Elia. Il processo si svolge col rito abbreviato.

I FATTI. I quattro giovani prima di entrare in azione facevano l’autostop nei pressi di in un’area di parcheggio nelle vicinanze dello svincolo autostradale: la vittima, un 30enne di Cosenza, avevano deciso di farli salire ma una volta entrati dentro l’auto, lo hanno ferito al volto con una forbice e con pesanti minacce gli intimavano di consegnar loro la somma di 500 euro per poter riavere la sua libertà. La vittima, nel frattempo derubata di tutti i suoi effetti personali (portafoglio, smartphone, orologio da polso etc) essendo sprovvista del denaro richiesto dai malviventi, con la scusa di farsi accompagnare a casa per poter prendere il bancomat del padre e soddisfare la richiesta dei malviventi, riusciva a scappare e a dare l’allarme ai genitori e ai vicini di casa.

I malviventi pertanto si davano alla fuga con l’autovettura del malcapitato, ma a seguito di immediate ricerche diramate dagli operatori del 112 del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cosenza, veniva avviata una massiccia e immediata caccia all’uomo con numerosi posti di controllo, che consentiva di intercettare a Rende i malfattori. Il quarto, sfuggito momentaneamente alla cattura, a seguito dei primi accertamenti veniva immediatamente individuato e sorpreso all’interno della sua abitazione con ancora addosso gli abiti bagnati e sporchi di fango utilizzati durante la precipitosa fuga nelle campagne.

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