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Roselli, prima intervista dopo l’esonero. «Cosenza, il Cosenza e il campionato»

Roselli, prima intervista dopo l’esonero. «Cosenza, il Cosenza e il campionato»

L’ex allenatore dei rossoblù Giorgio Roselli torna a parlare della sua esperienza al Marulla, spiegando come si è congedato dal presidente Guarascio e dalla tifoseria. 

Dopo un mese, Giorgio Roselli ha rilasciato la sua prima intervista. Lo ha fatto sul Quotidiano di Puglia, intervistato dai colleghi salentini per commentare insieme ad un altro paio di allenatori il tesseramento di Costa Ferreira del Lecce. Nell’apprezzare l’operazione, ha  parlato del Cosenza e di Cosenza. «Lo volevamo in rossoblù già due anni fa, ma non fu possibile – spiega riferendosi all’interno di centrocampo – Ricordo, però, che ne discutemmo». Il confronto man mano scivola inesorabilmente sull’esonero, amaro, che lo ha visto protagonista dopo il derby con il Catanzaro a qualche giorno dal Natale. «Sono andato via dal Marulla restando in ottimi rapporti con il presidente e con la città – ha detto – Dentro mi resta anche la collaborazione straordinaria vissuta con Meluso, che ci spiazzò un po’ per la tempistica della sua decisione. Cerri però ha ricostruito una buona squadra ed io sono stato sempre convinto che sia una squadra da quinto e sesto posto, che permettono di disputare i playoff in una posizione di privilegio».

Roselli più volte aveva espresso lo stesso concetto nel corso delle conferenze stampa tenute a Cosenza e anche stavolta mostra coerenza con le proprie idee. Del resto, la classifica parla chiaro. «Io ho visto subito in Lecce, Foggia, Mataera e Juve Stabia squadre con un budget diverso, attrezzate per vincere il campionato. Un’ambizione che a Cosenza veniva subito vissuta in altro modo, anche sulla base dei risultati bellissimi che abbiamo realizzato nelle scorse stagioni, quasi un’anomalia. Le quattro che volano davanti fanno corse a sé, chi arriverà alle loro spalle avrà vinto un altro campionato».

Roselli si sofferma anche su un singolo: il suo pupillo Arrigoni. «Come tutti i calciatori ha delle caratteristiche che magari per questa categoria gli consentono di essere fenomenale. E’ intelligente, bravo anche di testa nonostante la statura, chiude l’uomo, ma se gli viene chiesto di fare la mezzala offensivo è meno forte. Giocare a Lecce o giocare a Cosenza può non essere la stessa cosa, ma Arrigoni resta una risorsa molto importante».

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