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Rapina a Foggia, tre cosentini a processo. Il caso delle intercettazioni: emergono contraddizioni

Rapina a Foggia, tre cosentini a processo. Il caso delle intercettazioni: emergono contraddizioni

Durante l’udienza di oggi sono emerse delle contraddizioni tra quanto rilevato nel corso delle indagini preliminari e tra quanto trascritto dal perito incaricato dal tribunale collegiale di Bari. A giudizio ci sono Luciano Impieri, Mario Attanasio e Umile Miceli.

Continua senza soste il processo della rapina avvenuta in provincia di Foggia nel 2004, per la quale sono accusati tre cosentini: Luciano Impieri, Mario Attanasio e Umile Miceli. Un colpo che secondo la Dda di Bari sarebbe stato messo a segno dalla cosca degli “zingari” di Cosenza che in quella fase storica avevano stretto un’alleanza con il clan Bruni “bella bella” di Cosenza.

L’assalto al portavalori portò i rapinatori ad “incassare” la cifra di 750mila euro nei pressi di Castelluccio dei Sauri, località in provincia di Foggia. L’input investigativo partì dalla Dda di Catanzaro che nel corso delle indagini scoprì il coinvolgimento di altri esponenti della cosca Abbruzzese nell’azione criminale. In tal senso sono già definitive le condanne di Daniele Lamanna, Franco Bruzzese e Adolfo Foggetti, oggi tutti e tre collaboratori di giustizia.

L’udienza odierna ha fatto emergere delle contraddizioni – a dire della difesa -tra quanto trascritto nella fase delle indagini e tra quanto trascritto dal perito incaricato dal tribunale collegiale di Bari. Così la pubblica accusa ha deciso di sentire per la prossima udienza – fissata per il 31 marzo 2017 – i verbalizzanti al fine di chiarire questo aspetto investigativo, mentre è probabile che la Dda di Bari acquisisca l’informativa del processo “Telesis”.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Ingrosso, Fiorella Bozzarello e Giuseppe Bruno difensori rispettivamente di Umile Miceli, Luciano Impieri e Mario Attanasio. (a. a.)

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