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Accusata di aver maltrattato i genitori anziani e la sorella disabile, assolta donna di Rossano

Accusata di aver maltrattato i genitori anziani e la sorella disabile, assolta donna di Rossano

Si è concluso positivamente il lungo iter giudiziario che ha visto protagonista una donna di Rossano, Rosaria Murrone, imputata di gravissimi reati contro gli anziani genitori e la sorella disabile.

La donna, all’epoca dei fatti denunciata dal fratello e dalla madre, era stata addirittura sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari, prima, revocati, su richiesta della difesa, sostenuta dall’avvocato Raffaele Brunetti del foro di Cosenza, ed è poi rimasta, per un lunghissimo periodo, sottoposta al divieto di avvicinamento alle persone offese e poi all’obbligo di firma.

In particolare, la donna, era accusata di maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, abbandono di persona incapace, minacce e molestie, nelle forme aggravate dall’aver agito per motivi abietti e futili, dall’aver adoperato sevizie ed aver agito con crudeltà, dall’aver approfittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la difesa privata, e dall’aver agito con abuso di autorità e di relazioni domestiche.

Ulteriore accusa mossa dalla procura di castrovillari nei confronti della donna era quella di calunnia proprio nei confronti del fratello, che aveva accompagnato la madre a sporgere querela nei confronti dell’imputata, atteso che la donna aveva, a sua volta, denunciato il fratello d’aver recluso i genitori all’interno della propria abitazione impedendo alla stessa di avere rapporti con i genitori e la sorella.

A parere dell’accusa, il movente della donna sarebbe stato quello di poter disporre liberamente del cospicuo patrimonio dei genitori una volta che questi ultimi erano trattenuti presso la sua abitazione.

Nel corso del lungo iter dibattimentale, sono stati sentiti numerosi testi, tra cui proprio la madre dell’imputata, la cui testimonianza, sin da subito, ha sollevato molti dubbi in merito alla reale colpevolezza dell’imputata. L’anziana donna, invero, nel corso della sua escussione, si è mostrata addirittura ignara delle accuse mosse nei confronti della figlia. È pian piano emerso che la stessa, sin dall’epoca della denuncia affetta da demenza senile, è stata portata dal figlio in caserma al fine di sporgere querela ed esser portata via dall’abitazione della figlia che all’epoca dei fatti stava prendendosi cura di lei e della sorella, affetta da sindrome di down.

L’allontanamento dalla casa della figlia, che, come hanno invece ricostruito i testi citati dalla difesa, realmente si prendeva cura dei propri familiari senza far loro mancare nulla, comprese le necessarie cure sanitarie, ha poi consentito al figlio denunciante di poter liberamente ed a proprio piacimento disporre del patrimonio familiare, nonché esser nominato tutore della sorella down e curatore delle risorse genitoriali. Lo stesso figlio, (che oggi è sottoposto a giudizio per circonvenzione di incapace), è emerso in dibattimento, ha poi immediatamente rispedito i familiari presso la casa dell’imputata che, nonostante la gogna del processo, ha amorevolmente continuato (e continua tuttora) a prendersi cura della sorella e della madre.

Alla fine del lungo processo, la dottoressa Annamaria Grimaldi, giudice togato presso il tribunale di Castrovillari, ha dato ragione alla difesa della Murrone accogliendo le tesi sostenute, sin dal principio, dall’avvocato Raffaele Brunetti, mandando assolta da tutte le accuse l’imputata per non aver commesso il fatto. (a. a.)

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