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“MATER” | Gli indagati fanno scena muta. Lunedì gli altri interrogatori di garanzia

“MATER” | Gli indagati fanno scena muta. Lunedì gli altri interrogatori di garanzia

L’inchiesta nasce da una denuncia presentata da una mamma che voleva “salvare” il figlio dal giro di spaccio. Così i carabinieri hanno iniziato ad indagare e identificare tutti i presunti pusher. Dieci sono in carcere, sedici ai domiciliari, mentre nove hanno l’obbligo di dimora. 

Questa mattina alla presenza del gip del tribunale di Cosenza Giusy Ferrucci si sono svolti gli interrogatori di garanzia dei dieci indagati coinvolti nell’inchiesta “Mater” coordinata dalla procura di Cosenza contro lo spaccio di droga in città. In manette sono finiti trentacinque presunti pusher che avrebbero monopolizzato alcune piazze di spaccio, arrivando in taluni casi a minacciare di morte per recuperare le somme derivate dalla cessione dello stupefacente.

Il gip Ferrucci in carcere ha sentito Manuel Esposito, Francesco Spina (ai domiciliari per questa operazione, ma ristretto dietro le sbarre per l’inchiesta “Predator”), Carlo Bruno, Giuseppe Gozzi, Carlo Spadafora, Gabriele Pati, Salvatore Pati (classe 1991) e  Francesco Lo Polito, mentre domani toccherà a Francesco Mazzei, Enzo Bertocco, Riccardo Gaglianese e Agostino Ritacco.

Oggi gli indagati si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere. Lunedì invece ci saranno gli interrogatori di garanzia degli inquisiti finiti agli arresti domiciliari. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Quintieri, Maurizio Nucci, Cristian Cristiano, Angelo Pugliese, Fiorella Bozzarello, Antonio Ingrosso, Gianluca Garritano e Aurelio Sicilia. (a. a.)

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