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Mattarella all’Unical: «Meridione fondamentale per l’Italia»

Mattarella all’Unical: «Meridione fondamentale per l’Italia»

Nell’Aula Magna “B. Andreatta”, nel cuore del Campus di Arcavacata, si sono svolte le celebrazioni per l’inaugurazione dell’anno accademico, a 45 anni di distanza dalla fondazione dell’Università. Fra gli interventi, la toccante testimonianza del giovane ricercatore di Aleppo, Bashir Swaid, “Unical, luogo della mia rinascita”.

Si è svolta questa mattina, all’ombra dei corazzieri, la cerimonia del 45° anno accademico dell’Università della Calabria. L’Aula Magna intitolata al Senatore Beniamino Andreatta, uno dei principali esponenti della politica italiana, nonchè primo a ricoprire la carica di Magnifico Rettore dell’Unical, ha accolto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alcune fra le massime Autorità istituzionali ed ecclesiastiche, nazionali e territoriali – presenti i Ministri dell’Istruzione, Valeria Fedeli, il Ministro dell’ Interno, Marco Minniti, la Presidente della Commissione antimafia, Rosy Bindi, il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, i Sindaci di Cosenza e Rende, Mario Occhiuto e Marcello Manna, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, i Magnifici Rettori delle altre due Università calabresi, la “Mediterranea” di Reggio Calabria e la “Magna Grecia” di Catanzaro. Hanno, inoltre, partecipato alla manifestazione i docenti, il personale tecnico amministrativo e, naturalmente, gli studenti dell’Ateneo di Arcavacata.

Dopo l’intonazione dell’inno nazionale da parte del coro polifonico dell’Unical, è stato il Magnifico Rettore, Prof. Gino Mirocle Crisci, a fare gli onori di casa. Il suo discorso d’apertura è stato preceduto dalla proiezione di un video di presentazione dell’Ateneo, un ritratto orgoglioso di uno dei campus più vasti e attrezzati d’Italia – “Il campus per eccellenza” recitava il titolo del filmato – che si estende per 200 ettari nella Valle del Crati fra le città di Cosenza e Rende, ispirato ai principi della green econonomy e grande contenitore di servizi agli studenti – grazie alla presenza, fra gli altri, del Centro residenziale, del Centro sanitario, del polo d’infanzia – e di attività artistiche attraverso i suoi due teatri, tre anfiteatri e il cinema gestiti dal Centro Arte Musica e Spettacolo.

Il “ponte” progettato da Vittorio Gregotti, oltre ad unire fisicamente i quattordici dipartimenti, i laboratori e le biblioteche dell’Università, è espressione del significato più intimo e del ruolo chiave di questo Ateneo, «porta culturale aperta sul Mediterraneo» – nelle parole del Rettore – luogo di accoglienza e di convivenza della diversità. Ne sono testimonianza i migliaia di studenti stranieri provenienti da tutto il mondo, presenza emblematica di quello scambio inter culturale a cui l’Università calabrese partecipa da sempre con estrema convinzione. E’ stato significativo, in tal senso, l’intervento del giovane ricercatore siriano Bashar Ahmar Nazir Swaid, esperto di ingegneria civile. Qui lo studente di Aleppo ha trovato la sua seconda casa, per sè e la sua famiglia – anche la moglie è una studentessa dell’Unical – proseguendo gli studi, specializzandosi, e realizzando progetti innovativi per la ricostruzione della sua città dopo la guerra.

Ma in una terra come la Calabria l’Università ha rappresentato e rappresenta qualcosa di più. «Prima della nascita delle tre università – ha esordito il Magnifico Rettore – era il deserto». La presenza dell’istituzione accademica ha assunto la funzione di «volano di sviluppo – ha continuato – un antidoto alla criminalità organizzata e all’emigrazione di massa». Una marcia verso il progresso, dunque, certo non scevra di difficoltà, ma che è continuata imperterrita attraverso le alterne vicende che hanno contraddistinto la storia di questa terra a partire dagli anni Settanta fino ad oggi. Il bilancio di questi quarantacinque anni di attività è nell’analisi presentata dal Rettore più che positivo, numerosi i risultati in termini di attività di ricerca e pregevole il contributo dell’Ateneo in qualità di incubatore di imprese innovative, mediante il Technest, creato sedici anni fa.

Parafrasando il poeta inglese John Donne, il Rettore ha sottolineato come l’Unical non sia mai stata “un’isola” nel rapporto con il territorio e gli enti pubblici: «Abbiamo di recente stipulato un accordo di programma con la Regione Calabria e gli altri Atenei in materia di alta formazione – ha affermato – e, in questi momenti di profonda crisi umanitaria, dove la Calabria rappresenta la frontiera geografica e sociale dell’accoglienza, anche noi abbiamo cercato di dare il nostro contributo, tanto da essere al fianco del Ministero dell’Interno e della CRUI nella redazione e la gestione del bando di 100 borse di studio per studenti con asilo politico o protezione sussidiaria».

Tuttavia, nella parte conclusiva del suo intervento, il Rettore ha voluto sottolineare gli enormi problemi con cui non solo l’Unical, ma in generale tutte le università meridionali sono costrette a confrontarsi, in seguito ad un massiccio fenomeno di disinvestimento delle risorse economiche. «Si tratta – ha proseguito – della conseguenza di un meccanismo premiale che non è in grado di fornire l’esatta rappresentazione della qualità dell’offerta formativa e dell’attività di ricerca, innescando una competitività viziata da regole inique che penalizzano le Università del Sud». Una denuncia fatta innanzi al Presidente Mattarella che ha trovato riscontro nelle parole della Dott.ssa Paola Dodaro, Rappresentante del personale tecnico-amministrativo, la quale ha lamentato una «farraginosità normativa e una scarsità di risorse» tale da rendere la situazione lavorativa del personale tecnico-amministrativo assai precaria.

Il quadro risulta ancora più fosco se si pensa al mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale – le retribuzioni sono tra le più basse del settore, ferme al 2009 – e il blocco del turnover – che ha precarizzato il lavoro azzerando le prospettive di carriera e di crescita professionale. «Chiediamo un piano straordinario di reclutamento e una maggiore attenzione all’implementazione dei percorsi di formazione attraverso l’aggiornamento professionale – è stato l’accorato appello della Dottoressa Dodaro – e a lei, Magnifico Rettore, ci rivolgiamo per una rivisitazione dello Statuto nel segno di una maggiore condivisione e democraticità, mediante un più adeguato confronto con le rappresentanze sindacali». Secondo la Rappresentante del personale tecnico-amministrativo, una situazione così grave potrebbe tradursi in un peggioramento dei servizi offerti agli studenti conducendo ad una generale disaffezione verso l’istituzione universitaria.

E in nome degli studenti è intervenuto Domenico Tulino, Presidente del Consiglio degli Studenti d’Ateneo, il quale ha richiamato l’attenzione sulle criticità del momento storico che così drammaticamente si sono riversate sul territorio calabrese «luogo segnato dall’emigrazione, dalla prepotenza delle organizzazioni criminali, dall’arroganza di chi governa la cosa pubblica». Un contesto in cui «l’Università, grazie anche alla sua indispensabile funzione pedagogica – ha proseguito Tulino – diventa un simbolo di speranza, dovendo pertanto tradursi in un luogo di opportunità concrete, capace di formare i futuri cittadini di una Calabria e di un’Italia migliori».

L’evento è proseguito con una lectio magistralis sull’intelligenza artificiale – campo in cui l’Università della Calabria si è distinta presentando la migliore ricerca italiana – condotta dal Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica, il Prof. Nicola Leone, a conclusione della quale è salito sul palco il Presidente della Repubblica Mattarella.

Nelle parole del Presidente – che ha rivolto il suo saluto ai presenti e, in particolare, agli studenti, ai docenti e al personale tecnico-amministrativo, ai quali ha, alla fine, rivolto «un intenso augurio» – un ricordo speciale rivolto a Beniamino Andreatta. «Pensavo a lui, durante la brillante lezione del Prof. Leone – ha esordito Sergio Mattarella – una delle persone di maggiore intelligenza che io abbia mai conosciuto. L’intelligenza artificiale ci riporta all’intelligenza umana, in quanto ne costituisce un’applicazione, e all’unicità del sapere. Ebbene – ha proseguito il Presidente – Beniamino Andreatta ha dato ampia prova della sua propensione eclettica verso la cultura e l’Università della Calabria, progetto da lui fortemente sostenuto, ne rappresenta l’espressione più emblematica».

Il Presidente ha, poi, elogiato la spinta all’innovazione che l’Università di Arcavacata ha esercitato e continua ad esercitare sul territorio, ammirandone la struttura così moderna ed efficiente e accogliendo con estrema soddisfazione quei caratteri di accoglienza e internazionalità che hanno trovato una preziosa sintesi nell’esperienza di Bashar Swaid. Il Presidente Mattarella ha, infine, sottolineato la necessità di «mantenere l’attenzione sui risultati conseguiti e su ciò che rappresenta tale Ateneo. In territori difficili come quelli del Sud Italia – ha concluso il Presidente – si avverte ancora di più la necessità della presenza di catalizzatori di sviluppo, funzione assolta dalle Università, perché solo la cultura porta con sé una concezione rigorosa di legalità».

Un evento importante, dunque, quello che la nostra Università ha ospitato questa mattina e di cui è stata protagonista, dal quale sono emersi, oltre ai dati indubbiamente positivi, anche diverse criticità da risolvere e interrogativi che meritano una risposta, anche e soprattutto da parte della politica e dello Stato. Problemi che, tuttavia, non sviliscono il ruolo che l’Università della Calabria continua a svolgere nel progresso del territorio e, anche oltre i confini nazionali, delle aspettative di vita di quanti fuggono dall’orrore della guerra. «Quando sarò sulla collina di Aleppo – ha affermato Bashir a conclusione del suo toccante intervento – guarderò a Nord Ovest verso la Calabria e l’Italia, verso un paese amico e generoso che porterò sempre nel cuore». (Maddalena Perfetti)

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