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Operaio morto a Figline Vegliaturo, assolti con formula piena i due imputati

Operaio morto a Figline Vegliaturo, assolti con formula piena i due imputati

Era iniziato con una richiesta di archiviazione e termina con una assoluzione perché il fatto non sussiste.

A distanza di anni si è concluso il processo di primo grado che doveva accertare le eventuali responsabilità penali dei due imputati, accusati di aver cagionato la morte di Gabriele Crocco, l’operaio deceduto nel 2009 ed ex dipendente di un’azienda di Figline Vegliaturo, chiamata in causa come responsabile civile assieme ai due imputati Paolo Capuano e Giovanni D’Andrea, responsabili dell’azienda in materia infortunistica. 

Secondo i familiari della vittima, Crocco sarebbe morto a causa delle sostanze chimiche respirate e utilizzate nel corso dell’attività lavorativa, ma per i consulenti della Procura – escussi nel corso dell’istruttoria dibattimentale – non c’era nesso di causalità tra il tumore alla gola e quanto maturato durante le ore in azienda che secondo l’accusa non avrebbe assunto le dovute cautele per evitare tutto ciò.

Tesi confermata anche dai consulenti tecnici della difesa, il professore Arcangelo Fonti e la dottoressa Maria Mena Arbitrio. Entrambi i periti avevano escluso la sussistenza del nesso di causalità tra la patologia che ha prodotto il decesso della vittima e le sostanze chimiche con le quali veniva a contatto durante la sua attività lavorativa.

L’avvocato Pietro Perugini (nella foto) difende Paolo Capuano, l’avvocato Giuseppe Bruno assiste Giovanni D’Andrea, mentre il legale Cristiano Baldini del foro di Ravenna rappresenta l’azienda cosentina, mentre le parti civili sono rappresentante dagli avvocati Innocenzo Palazzo e Carlo Monaco. La sentenza è arrivata oggi ed è stata emessa dal giudice monocratico Manuela Gallo. (Antonio Alizzi)

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