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#FamoStoStadio a patto che non sia un problema

#FamoStoStadio a patto che non sia un problema

– l’editoriale di Piero Bria –
Ad Occhiuto e Guarascio diciamo: costruite anche il passaggio di proprietà da pubblico a privato del nuovo stadio.

Uno stadio futuristico a Cosenza? Apoteosi.
Peccato, però, che l’idea non sia venuta ad un privato come è ovvio che sia. Bensì al Comune. Non me voglia il sindaco ma sinceramente non capisco cosa lo abbia portato a farsi carico di una simile promessa. Non fraintendetemi ma non riesco ad immaginare uno stadio futuristico di proprietà del Comune.

Il motivo è semplice. La gestione di una simile struttura dovrebbe essere tutta a carico dei cittadini? Il Cosenza calcio che ruolo avrà? Bella domanda a cui sappiamo già che non riceveremo risposta.

Il ruolo del presidente Guarascio a Roma, di fianco ad Abodi ed Occhiuto qual era?

Se ad oggi il Cosenza fa a braccio di ferro per la gestione dell’impianto non sappiamo cosa potrà accadere quando, giustamente, Palazzo dei Bruzi chiederà il doppio se non il triplo per la gestione giornaliera di luce e acqua, ecc.

Come dimostra la Juventus, non solo il futuro ma anche il presente del calcio in Italia si costruisce su nuovi stadi, pensati e utilizzati per il benessere quotidiano della gente.

Costruire qualcosa che sarà oggetto del contendere tra più parti è solo un modo per far si che, in poco tempo, ci siano inadempienze che, ahimè, non faranno altro che lasciare nel degrado qualcosa che deve essere una forza e invece potrebbe diventare una ulteriore debolezza.

Ognuno di noi vuole che il San Vito diventi una bellezza e sia portato ad esempio per il meridione. Per farlo bisogna iniziare a pensare in grande e trovare privati che vogliano investire non solo nello stadio, ma anche nelle strutture adiacenti. Siamo gli unici in Italia ad avere un campo scuola di fianco allo stadio oltre ad un impianto di allenamento (il Real Cosenza) adiacente all’impianto di gioco e capace di ospitare contemporaneamente prima squadra e formazioni giovanili.

Non abbiamo uno stadio da rifare ma un’intera area da sfruttare. Non è un obbligo, ma un’opportunità grandiosa.

Se non riusciamo a cogliere l’importanza di questa opportunità, il movimento calcio e non solo non riusciranno mai ad elevarsi dallo status quo e ad arrivare ai livelli di squadre di Serie A.

Oppure pensiamo che ci sia bisogno di rifare lo stadio per continuare a galleggiare tra Lega Pro e Serie B?

Cosa vogliamo, come vogliamo ottenerlo e quanto siamo disposti a investire? Sono domande tipiche per un imprenditore, non dovrebbe essere il Sindaco di Cosenza a deciderlo… altrimenti tra qualche anno ci ritroveremo una cattedrale nel deserto che sarà tutta a carico dei cittadini.

Ecco, allora, la nostra proposta: Sindaco Occhiuto, Presidente Guarascio, dopo aver completato l’iter per la progettazione e la realizzazione del nuovo stadio, non vi alzate. Rimanete seduti finché non trovate anche una soluzione che garantisca non solo la gestione dell’impianto, ma, anche, nel tempo, il graduale passaggio della proprietà dall’amministrazione comunale alla società di calcio. Come? Ecco, di questo dovrete parlare, finché non trovate una soluzione che sia garanzia per i cittadini di Cosenza e orgoglio per i tifosi del Cosenza.

Anche qui valgono le parole di Spalletti e Totti: “#famostoStadio”. A patto che sia una risorsa e non un problema.

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