Giudiziaria

Condanna definitiva per l’ex docente Unical Alfonso Nastro

Il professore era accusato di aver fatto la “cresta” sui soldi percepiti dai suoi allievi in relazione alle consulenze che gli stessi avevano effettuato per conto di alcuni progetti finanziati per milioni di euro dall’Europa. La condanna inflitta in primo grado dal tribunale di Cosenza è stata confermata sia in Appello che in Cassazione.

Il professore Alfonso Nastro, docente dell’Università della Calabria presso la facoltà di Ingegneria, è stato condannato in via definitiva per induzione indebita a dare soldi. Quattro anni di reclusione. Una condanna pesante in tutti i sensi: in primo grado infatti i pubblici ministeri Antonio Tridico e Giuseppe Visconti avevano chiesto una condanna a 3 anni per il docente Unical, mentre 2 anni per la sua segreteria Marcella Beltrano, poi condannata 2 anni e sei mesi di carcere. Condanne, lo ricordiamo, confermate anche dalla corte di Appello di Catanzaro e oggi infine dalla Suprema Corte di Cassazione.

Ad accusare Nastro fu un ex studente secondo il quale l’ex docente aveva atto la “cresta” (dai mille ai 2mila euro) sui soldi percepiti dai suoi allievi in relazione alle consulenze che gli stessi avevano effettuato per conto di alcuni progetti finanziati per milioni di euro dall’Europa.

I casi di indebita induzione erano otto. Il processo a suo carico era in realtà uno stralcio dell’inchiesta denominata “Symposium” che, a seguito delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, portò all’arresto nel novembre del 2009 di tre imprenditori e al sequestro di beni per oltre 70 milioni di euro tra cui il villaggio turistico “La Pace” nel Vibonese, le aziende “Vecchio Costruzioni Generali e Vecchio Prodotti in Ceramica” nel Reggino, accusati a vario titolo di truffa, indebita percezione di finanziamenti pubblici. Il professore Nastro era considerato dagli inquirenti la mente della maxi-truffa. (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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