Politica

Carenza idrica a Cosenza, botta e risposta tra il Pd e il sindaco Occhiuto. E’ scontro sui numeri

«Cosenza è una città dove l’acqua abbonda. Diciamolo con forza, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere questa verità. Purtroppo nelle case dei cittadini non c’è traccia di questa abbondanza. I circoli II e IV del Partito Democratico vogliono che la gente sappia. E per questo a breve invieremo ai nostri concittadini un opuscolo per smascherare le bugie di Occhiuto. Non molliamo su questo problema. Siamo pronti ad andare fino in fondo».

E’ quanto affermano Mario Petrozza e Tommaso Guzzi, rispettivamente segretari dei circoli II e IV del Partito Democratico a Cosenza, che hanno rivolto dieci domande al sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto:

1) Quanta acqua viene misurata in ingresso alle utenze e venduta alle utenze private?; 2) A quanto ammonta il costo sostenuto dall’amministrazione per la realizzazione del telecontrollo? 3) E’ attivo o no il telecontrollo? 4) In quale anno è stato realizzato il telecontrollo? 5) Quali sono i costi sostenuti ogni anno per il telecontrollo? 6) Quanti contatori non funzionanti sono sostituiti annualmente? 7) I contatori sono tutti “piombati” o no? 8) Gli sfori delle vasche di accumulo dei serbatoi a servizio della città sono monitorati oppure no? 9) Sono stati installati galleggianti che evitano gli sfori, con un contestuale risparmio per le casse comunali e un miglioramento del servizio per incrementare le forniture ad altri serbatoi? 10) E’ vero che l’acqua immessa nel sistema idrico cittadino ogni anno è pari a 18.150.00,00 metri cubi, mentre l’acqua misurata varia da 4.800.000,00 metri cubi a 6.000.000,00 di metri cubi? E’ vero che il bilancio ingresso-uscita indica uno scompenso annuo di 13.350.000 metri cubi, con una perdita complessiva di oltre il 74%?.

«I dati – continuano Petrozza e Guzzi – spiegano facilmente quante falsità sono state veicolate dalla solita macchina della propaganda del sindaco Mario Occhiuto. L’acquedotto Abatemarco (283 litri al secondo) e l’Acquedotto Bufalo (37 al secondo), entrambi gestiti dalla Sorical, erogano 320 litri al secondo. L’acquedotto Merone (100 litri al secondo), quello Zumpo (25 litri al secondo), la sorgente Timpafusa (70 litri al secondo) e i Pozzi Mussano (25 litri al secondo), tutti gestiti dal Comune di Cosenza, erogano 220 litri al secondo. Sommando tutto, la quantità di acqua immessa nel sistema idrico  tocca quota 540 litri al secondo, quanto basta per una città di 85mila persone. Cosenza ne ha appena 69.065. Il calcolo è molto facile.

Un calcolo che Occhiuto conosce bene anche alla luce dello studio sul sistema idrico pagato profumatamente dai cittadini  e compiuto in seguito all’accordo sottoscritto con il Ministero dell’Ambiente. Giusto per rinfrescare la memoria di tanti, a quell’epoca Ministro dell’Ambiente era un certo Corrado Clini e assessore con deleghe alla Sostenibilità ambientale e alle Energie rinnovabili del Comune di Cosenza era Martina Hauser. E lo studio pagato dal Comune di Cosenza porta anche la firma di un certo ingegnere Augusto Pretner. Tutti nomi molto noti e di cui i media nazionali hanno discusso a lungo».

«Occhiuto – sottolineano i segretari del Pd – non può dire di non avere colpe sul problema della mancanza d’acqua nelle case dei cittadini. Intanto inizi a rispondere alle dieci domande che gli abbiamo rivolto. Il sindaco architetto ha il dovere di rispondere senza glissare e attribuire la responsabilità ad altri, una sua pessima abitudine».

LA REPLICA. «I dati diffusi dal PD sono stati estratti da uno studio effettuato negli anni 2011-2012 nell’ambito dell’accordo tra il Comune di Cosenza e il Ministero dell’Ambiente, che rappresenta, forse per la prima volta nella storia di Cosenza, una fotografia completa del sistema idrico integrato urbano. E’ paradossale che tale sforzo di conoscenza di una situazione precaria da decenni venga utilizzato proprio contro i promotori di tale azione». E’ quanto si legge nella nota inviata dal Portavoce del sindaco Mario Occhiuto.

«A seguito di tale studio, che documentava le notevoli perdite nel sistema di distribuzione, l’Amministrazione è intervenuta radicalmente (caso senza precedenti) sulla parte alta della città, con il completo rifacimento della rete idrica secondo i più avanzati schemi progettuali e gestionali, in oltre trenta ettari di territorio urbano, comprendente circa 200 edifici multipiano, con circa 4 mila famiglie: l’equivalente di un piccolo Comune. Inoltre è attiva giornalmente nell’opera di manutenzione con una media di 250 interventi annui».

«A fronte di tutto ciò, la Regione Calabria non riesce ad avviare, da circa quattro anni, l’intervento di ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione nella città di Cosenza e dei relativi lavori di manutenzione straordinaria. Si trattava dell’accordo di programma la cui mancata attuazione rischia di far pagare due volte gli interventi» si legge nel comunicato.

Utilizzare temi come quello dell’acqua con il fine strumentale di confondere i cittadini in maniera demagogica è un vecchio metodo che appartiene a certa politica e la gente ha già dimostrato di esserne stanca”.

Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto
Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto

Il sindaco Mario Occhiuto precisa che «capisco lo scopo dell’attacco, ma occorre anche essere aderenti alla realtà» e illustra alcuni dati: 1) l’acqua in arrivo nella città di Cosenza è la seguente:

Da acquedotti comunali (misurazioni dirette all’ingresso nei serbatoi):

  • Merone e Zumpo: circa 70 l/s (litri al secondo);
  • Timpafusa: circa 70 l/s;
  • Pozzi Mussano: circa 25 l/s .

Totale: 165 l/s

Da Acquedotti regionali (gestione Sorical):

  • Bufalo e Abatemarco: 313 l/s (dato Sorical)

In totale il volume d’acqua in ingresso è di circa 480 l/s, pertanto un bel po’ inferiore ai 540 l/s di cui parlano gli esponenti del PD. Considerando una popolazione servita pari a 102.000 abitanti, che comprende:

  • Residenti: 70.000 circa
  • Non residenti: 20.000 circa
  • Fluttuanti: 12.000 circa

Totale: 102.000 circa

Si ha una quantità d’acqua disponibile di 407 litri per abitante al giorno. Tenendo conto della presenza di ospedali, scuole, uffici pubblici e attività economiche presenti nel capoluogo di una provincia tra le più estese d’Italia, il fabbisogno pro-capite oscilla tra i 350 ed i 400 litri per abitante al giorno, considerando perdite nella rete di circa il 30%, che vanno comunque ridotte. Risulta pertanto evidente, da questi dati, quanto sia strumentale l’accentuazione artificiosa del divario tra l’acqua fornita e quella utilizzata.

Il volume di acqua fatturata alle utenze comunali è di circa 5 milioni di mc l’anno; il sistema di telecontrollo è attivo e per alcuni serbatoi in fase di manutenzione (ad esempio quello del serbatoio Sorical di via De Rada è per l’ennesima volta in panne, a causa delle infiltrazioni di acqua dal soffitto del locale in cui è installato, per il mancato rifacimento dell’impermeabilizzazione della copertura da parte della Sorical); il telecontrollo è stato installato per la prima volta circa 10 anni fa. I costi che ha affrontato questa Amministrazione per ripristinarlo, dopo anni di mancata manutenzione, sono stati finora di circa 112.000 euro; per l’anno di realizzazione si rimanda al punto 2; riguardo ai costi di gestione del telecontrollo, a parte le spese di manutenzione riportate al punto 2, si possono considerare di circa 10.000 euro l’anno; gli interventi del personale addetto, per la sostituzione o l’eliminazione di contatori, sono mediamente 800 l’anno; ovviamente i contatori sono tutti piombati, a meno di manomissioni illecite; l’acqua che affluisce nei serbatoi e gli eventuali sfiori sono monitorati; gli sfiori sono evitati attraverso manovre di accumulo controllato, che al momento opportuno deviano il flusso presso altri serbatoi; per quanto detto sopra non servono galleggianti».

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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