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Abodi incassa il sì di Guarascio e della Lega Pro: «Riformare i campionati»

Abodi incassa il sì di Guarascio e della Lega Pro: «Riformare i campionati»

Il presidente dimissionario della Lega B, candidato alla poltrona della Figc, ha incassato il sostegno anche della dei campionati guidati da Gravina. «Va recuperato consenso dal basso».

Abodi ha in incassato di recente il sostegno della Lega Pro e di Carlo Gravina dopo un’assemblea alla quale ha partecipato in prima persona Eugenio Guarascio. Proprio il patron del Cosenza ha incontrato di recente il presidente dimissionario della Lega di Serie B per discutere, insieme al sindaco Mario Occhiuto, della questione relativa al nuovo stadio.

Abodi ritiene di poter incidere a fondo: «La riforma dei campionati non è un’utopia – dice il dirigente – sarebbe il fallimento di un progetto che ha visto nascere questa stagione federale. Per ricostruire il settore professionistico serve la massima concentrazione sull’analisi tecnica per capire in che modo recuperare fette di consenso di pubblico e di fatturato in Italia e all’estero. Si può cominciare dalle categorie più basse». Puntando a sua volta sul calcio femminile («deve uscire dagli steccati che oggi lo vedono dentro i dilettanti per costruire una federazione al femminile»), Abodi propone un «cambio di marcia, un’altra intraprendenza per trattare i tanti fronti negativi su cui ragionare insieme, quli le perdite consolidate nei bilanci, il calo dei tifosi, la perdita di società nel settore dilettantistico, la perdita di tesserati. Il calcio deve riprendere a fare promozione dalla base piuttosto che concentrarsi soltanto sui vertici».

«Mi sono candidato alla guida della Figc perchè me l’hanno chiesto, per cambiare il calcio c’è bisogno di cambiare marcia, assumere un’altra direzione, con un’altra intraprendenza, ci sono tanti fronti negativi su cui ragionare insieme». Così Andrea Abodi, attuale presidente della Lega di serie B, ha spiegato la sua discesa in campo nella corsa per la guida della federcalcio. «Il primo punto del mio programma – ha detto – è quello di instaurare un diverso modo di lavorare, attraverso la collaborazione, la ricerca l’analisi e l’apertura verso il mondo estero e verso tutti i portatori di interessi nel mondo del calcio. E poi aggredire subito gli elementi negativi del sistema calcio, le perdite consolidate nei bilanci, il calo dei tifosi, la perdita di società nel settore dilettantistico, la perdita di tesserati. Il calcio deve riprendere a fare promozione dalla base piuttosto che concentrarsi soltanto sui vertici».

Su Tavecchio, Abodi è stato laconico: Avevo appoggiato Carlo sbagliando i tempi e i modi. Non ero stato corretto con gli sfidanti, però ho fatto tesoro di quell’errore. Credevo che Tavecchio fosse il punto di equilibrio e invece avevo torto. Le motivazioni che allora mi hanno spinto a stare dalla sua parte, adesso sono quelle che mi hanno convinto a scendere in campo».

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