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Il programma di Tavecchio: «Solo 40 squadre in Lega Pro e più soldi»

Il programma di Tavecchio: «Solo 40 squadre in Lega Pro e più soldi»

Il presidente della Figc si è ricandidato e spiega il suo programma dalla Serie A («solo due retrocessioni») alla Serie D. In mezzo importanti riforme per la B e la vecchia Serie C.

Ieri pomeriggio Carlo Tavecchio e Andrea Abodi hanno depositato le loro candidature per il posti di presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L’assemblea elettiva è stata convocata per il 6 marzo a Fiumicino. Entrambi hanno tempo due settimane per trovare i voti necessari per imporsi, contando, oltre che sui rispettivi programmi, Tavecchio sui risultati dei suoi due anni e mezzo di gestione.

Il programma di Tavecchio è già noto da qualche giorno. L’attuale numero uno della Figc sottolinea i progetti che la federazione sta portando avanti sullo sport di base, sull’impiantistica, sul calcio femminile. Idee chiare sul delicato tema della riforma dei campionati: una serie A a 20 squadre, almeno sino alla stagione 2020/21, con magari due sole retrocessioni dirette, e una serie B da portare in tre stagioni a 20 squadre, con a regime due promozioni e tre retrocessioni. Le risorse liberate andrebbero a vantaggio della serie B e della Lega Pro.

SERIE A. «Nel rispetto della volontà più volte espressa dalla maggioranza delle sue società e anche dalle componenti tecniche, non sembra attualmente percorribile la riduzione del numero di squadre – si legge nel programma elettorale di Tavecchio -. Occorre lavorare su una Serie A a 20 squadre, almeno sino alla stagione 2020/21». L’obiettivo è una maggiore stabilità economica da raggiungere «con la previsione di due sole retrocessioni e non tre com’è attualmente, lasciando aperta la valutazione della formula delle due retrocessioni dirette più una decisa con lo spareggio tra una squadra di Serie A ed una di Serie B». Insomma «da questa modifica – prosegue il programma di Tavecchio – si possono liberare 30 milioni di euro dal monte dei 60 milioni che attualmente sono in budget alla Serie A per il “paracadute”. Questi 30 milioni possono essere destinati 30 alla Serie B e 10 alla Lega Pro. A costanza di budget complessivo così destinato al paracadute (30 milioni annui) eventuali risorse che si potrebbero liberare per l’immediata  – o nell’anno successivo – promozione in A dei club retrocessi, sarebbero destinate per 2/3 alla B e 1/3 alla Lega Pro. In questo modo la Serie A non avrebbe costi aggiuntivi rispetto a quelli attuali e avrebbe un vantaggio di stabilità derivante dalle 2 retrocessioni stabili invece di 3. Nella peggiore delle ipotesi potrebbe avere un’aggiunta di budget di massimo 3 milioni per la Lega Pro».

SERIE B. Per Tavecchio è fondamentale «arrivare ad avere in tre stagioni un format a 20 squadre, con a regime due promozioni e tre retrocessioni». Dal punto di vista economico ovviamente ci sarebbe un’impennata  visto che si punta ad «arrivare alla mutualità del 7,5% dei diritti tv provenienti dalla Serie A quantificabili al momento in 90 milioni», obiettivo «comunque raggiunto mediante i correttivi di cui sopra (66 ex legge Melandri, 20 ex paracadute, 5 ex emendamento Fanucci)». La mutualità, in questo modo, arriverebbe a coprire «il 40% dei costi medi di ogni società».

LEGA PRO. Il punto che interessa maggiormente al Cosenza è quello relativo alla vecchia Serie C, dove si pensa di «ridurre le squadre in 3/4 stagioni a 40 (2 gironi da 20) tramite blocco dei ripescaggi per i primi due anni e/o un meccanismo che preveda l’aumento del numero di retrocessioni per il terzo anno o minor numero di promozioni dalla Serie D». In questo modo verrebbero meno 20 club degli attuali 60 e si arrivaerebbe a regime «con 3 promozioni e 6 retrocessioni». Per il lato economico, Tavecchio punta ad «arrivare alla mutualità di 40 milioni, che in questo modo è assicurato (22 ex Legge Melandri, 10 ex paracadute, 5 ex emendamento Fanucci, 3 extra contributo)», coprendo con la mutualità sempre il 40% dei costi medi di ogni società.

SERIE D. Pronta anche una nuova veste per i dilettanti. «La mia idea di riforma dei campionati di Serie D – conclude il documento – è la creazione in 3 anni di una “D Elite” composta da 4 giorni da 18 squadre e una Serie D con 8 gironi da 18, con 6 promozioni e 12 retrocessioni».

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