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Cipparrone: “Silana, che inesperienza! A parole avevo carta bianca ma alle prime difficoltà…”

Cipparrone: “Silana, che inesperienza! A parole avevo carta bianca ma alle prime difficoltà…”

Tre mesi e mezzo dopo l’esonero dalla Silana, torna a parlare Sandro Cipparrone. L’allenatore rompe il lungo silenzio con Cosenza Channel e racconta le sue verità sull’esonero dalla squadra sangiovannese.

Un lungo corteggiamento prima del si. Mister Sandro Cipparrone, torna a parlare dopo l’addio alla Silana dello scorso novembre. Il tecnico cosentino nelle 9 giornate alla guida della squadra, ha ottenuto 15 punti. Nelle successive 12, con l’arrivo di mister Perrelli, la Silana ne ha fatti altri 20. Una media punti identica di 1,66 a partita che finora non garantierebbe alla Silana nemmeno i play-off. Obiettivo minimo considerate anche le ambizioni di vertice con le quali la squadra si presentava ai nastri di questo campionato di Promozione.

Mister, torniamo indietro nel tempo. Dall’inizio della sua avventura sulla panchina della Silana.
“Quest’estate, dopo aver vinto il campionato a Corigliano, vengo contattato dalla società della Silana e mi viene prospettato un progetto tecnico nel quale avrei avuto carta bianca. C’è l’intenzione di costruire una nuova squadra pronta a vincere subito il campionato. Si parte in pratica da zero, visto che l’anno scorso, la squadra è retrocessa sul campo prima di essere ripescata in Promozione. Il progetto mi piace ed accetto con piacere anche non conoscendo per nulla l’ambiente di San Giovanni in Fiore, dove fino a quel momento avevo giocato soltanto da avversario”.

La squadra parte bene, con 4 vittorie in 4 partite. Poi la flessione e nelle successive 5 si ottengono 3 pari e 2 ko.
“Proprio così. Siamo partiti alla grande, ma poi è arrivato questo calo. Mi accorgo che alla squadra manca qualcosa. Parlo con la società e dico di stare calmi. Sapevo già cosa sarebbe servito sul mercato di dicembre. Ripetevo che i campionati si vincono ad aprile e non a novembre. Il mio appello però è caduto nel vuoto, visto che il 7 novembre sono stato esonerato. Scelta legittima, ci mancherebbe altro”.

Cosa non ha funzionato?
“La società ha dimostrato alle prime difficoltà che il progetto iniziato in estate, praticamente non era mai esistito nonostante avessi già creato una buona base. Non hanno avuto la pazienza necessaria.La completa inesperienza li ha portati a sbagliare a ripetizione. Mancava un capo capace di prendere le decisioni. A Corigliano, per fare un esempio, l’anno scorso c’era il Presidente Guccione che ascoltava tutti ma trainava il resto della società. A San Giovanni in Fiore invece no. Non c’era nemmeno un Direttore Sportivo con il quale confrontarmi. C’erano 8 o 9 dirigenti ed ognuno diceva la sua anche sotto il punto di vista tecnico. Ciò ha generato una confusione generale che ha condizionato anche la squadra. Tant’è che tanti calciatori importanti non hanno giocato ai loro livelli. I campionati li vince chi ha forti società alle spalle”.

Dopo tre mesi e mezzo i risultati non sorridono però alla Silana?
“Io ho sempre ragionato con i numeri. Chi mi ha sostituito non è stato messo, neanche lui, nelle condizioni di poter fare bene dalla situazione societaria. La Silana, se non centra l’obiettivo minimo dei playoff (ad oggi, con una partita da recuperare, lontani 7 punti considerato il distacco con le prime due, ndr), ha completamente fallito il suo progetto. Si dovrebbe avere l’umiltà di ammetterlo”.

Uno sguardo sul campionato di Promozione. Chi la spunterà tra Cotronei ed Amantea?
“Sarà duello fino alla fine. Il Cotronei è una squadra più esperta, sorniona ed anche leggermente più attrezzata a livello tecnico. L’Amantea invece è una squadra giovane e frizzante. Messa molto bene dal punto di vista atletico e dell’entusiasmo. Lo scontro diretto sarà importantissimo ma non decisivo. Ci sono tante insidie in questo campionato”. (Alessandro Storino)

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