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Federico annuncia: «Valoti resta a Cosenza, De Angelis intoccabile»

Federico annuncia: «Valoti resta a Cosenza, De Angelis intoccabile»

Il dg Federico tocca l’argomento-stadio e alza il sipario sul progetto rossoblù parlando di presente e futuro. «Il mercato è già iniziato, Valoti si sta già muovendo». 

Sul campo il bel gioco e tanti gol, in cascina una posizione indietro in classifica. Il Cosenza mostra i due lati della stessa medaglia senza nascondere che dal rettangolo verde siano arrivati meno punti del previsto. A fotografare la situazione è il direttore generale Carlo Federico, di sovente anche in trasferta al seguito della squadra. A Francavilla Fontana era in tribuna a soffrire dal vivo mentre i padroni di casa strappavano con le unghie e con i denti una vittoria immeritata. «Al 90’ ho provato tanta rabbia e amarezza perché ai nostri ragazzi non si può rimproverare davvero nulla – ha detto – Quando purtroppo una gara nasce male, poi finisce peggio. I pugliesi in questo match sono stati inferiori, perfino il pareggio ci sarebbe andato stretto. In più ho registrato un arbitraggio non dico ostile, ma perlomeno discutibile in diversi particolari».

Direttore, qual è l’umore del club dopo i primi due mesi del 2017?
«Dal punto di vista delle scelte effettuate posso dire che non c’è alcun tipo di rimorso. Abbiamo operato spingendoci al massimo delle nostre possibilità dando segnali importanti al collettivo e alla piazza. Chiaro che qualche punto in più sarebbe stato gradito».

Quanti ne vale Cosenza-Fondi? Solo i classici tre?
«No, vale qualcosa in più. Questa gara ha un’importanza maggiore visto che le altre formazioni si sono avvicinate. Il confronto diretto giunge in un momento particolare, la posta in palio è alta: non lo nego».

In sede di presentazione ha sottolineato come la società si aspetti tanto dai nuovi acquisti, siete soddisfatti?
«Sì, di tutti a quattro».

Entriamo nel dettaglio…
«Letizia si è integrato a meraviglia, D’Orazio è stato un po’ titubante all’inizio, ma poi si è inserito alla grande. Per Calamai parlano voti e prestazioni, mentre Mendcino non si è ancora espresso per come può. Sono del parere che sia solo questione di tempo, lo conosciamo benissimo e sappiamo di cosa è capace. Sta incontrando delle difficoltà, ma stia sereno perché è un elemento su cui puntiamo. Ad ogni modo il rendimento dei nuovi calciatori dovrà ripagare i nostri sforzi a lunga gittata».

E’ d’accordo invece nel dire che sta mancando qualcuno della vecchia guardia?
«Sì, in questa fase qualcuno di loro non sta rendendo per come ci ha abituati».

Veniamo a De Angelis: che idea si è fatto?
«E’ un allenatore molto coraggioso che crede nel suo lavoro. All’inizio qualcuno pensava che, conoscendo da vicino i giocatori, potesse essere più morbido con loro. Invece è un tecnico aziendalista al massimo e le sue scelte sono dettate da assoluta sicurezza in quello che fa. Con la società porta avanti discorsi interessanti e parla come un uomo del club, comportamento per noi assolutamente rilevante. Ci fidiamo di lui perché sa che, affidandogli la panchina, è stato fatto un passo importante. Vive con trasporto ogni allenamento».

Si può dire che De Angelis sarà il tecnico del Cosenza almeno fino a fine stagione?
«Assolutamente sì. La società vuole lanciare questo messaggio all’ambiente e alla squadra. De Angelis è l’uomo su cui puntiamo e guiderà il Cosenza fino a giugno. Metto a tacere, a tal proposito, qualsiasi voce. Siamo sicuri delle nostre decisioni a prescindere dal Fondi o da altro, restiamo pertanto sulla linea adottata. E’ chiaro che se dovesse perdere sette partite di fila – scherza il dg Federico – inizieremmo a porci delle domande».

Aladino Valoti che direttore sportivo è?
«Molto presente e meticoloso, una persona rigida che pretende il massimo da tutti. Con lui non si scherza e questo iniziano a capirlo anche i calciatori e lo staff tecnico. Prende delle decisioni e pretende che vadano rispettate. Raggiungendo un accordo con lui, è stato chiarito a monte che il Cosenza non cercava solo un ds, ma un uomo di sport che coordinasse il rapporto tra la proprietà e tutti coloro che ruotano intorno al mondo rossoblù».

Passiamo alla questione Marulla. La domanda da un milione di dollari è: si farà davvero?
«Il sindaco ha promesso che il nuovo stadio si farà. Noi siamo parte interessata e coinvolta, non possiamo che essere felici se il tutto dovesse dare un esito positivo. I presupposti ci sono, le date pure».

Inevitabilmente interverranno dei privati a sostenere parte dei lavori. Tra questi c’è anche Guarascio?
«Il presidente tiene al Cosenza, presumo di sì. Ma il quesito andrebbe rivolto a lui».

Cosa devono aspettarsi i tifosi del Cosenza fino a giugno?
«La squadra è stata puntellata sul mercato per dare il massimo nei playoff, che siamo certi di disputare. Non sappiamo da che posizione di partenza, ma resto ottimista e fiducioso. A breve questa squadra inizierà a raccogliere i frutti del lavoro di De Angelis. E’ stata cambiata la metodologia di allenamento che ha comportato una piccola flessione in termini di risultati. Il nostro investimento è calcolato nel non avere subito riscontri, ma nel prossimo anno. Se dovessero arrivare nell’immediato, tanto di guadagnato».

Per la stagione futura il Cosenza deciderà di ridurre il gap economico e di mercato con le big del campionato?
«Noi ci stiamo già muovendo. Grazie a Valoti stiamo stringendo accordi con squadre importanti, dato che dal prossimo anno probabilmente si ridurranno ancora gli over in lista. Noi non possiamo mettere sulla bilancia 5milioni come altre squadre, ecco perché il mercato del Cosenza ha già levato il sipario. Stiamo cercando di fare in modo che le Primavere di spessore possano garantirci dei giovani di talento fin da ora. Siamo consapevoli che i migliori andranno in B, ma sfruttando i rapporti di Valoti contiamo di portarne qualcuno al Marulla. Guaracio crede nel Cosenza e ha investito molto: mai farebbe un passo indietro».

Direttore, indirettamente ha confermato Valoti…
«Sì, ma la permanenza di Aladino non è mai stata in dubbio. Il suo contratto semestrale si basa su clausole impossibili da non centrare, quasi del livello “ti confermo se non retrocedi”. Lo stesso discorso vale per Calamai e D’Orazio, mentre per Letizia la questione è più complessa. I primi due li consideriamo già del gruppo che inizierà a lavorare da luglio, il terzo sarà magari la prima sorpresa…». (Antonio Clausi)

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