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Incarichi legali all’Asp di Cosenza, scoppia la polemica tra il dg Mauro e l’avvocato Greco

Incarichi legali all’Asp di Cosenza, scoppia la polemica tra il dg Mauro e l’avvocato Greco

E’ di ieri l’intervento dell’avvocato Emilio Greco che, rivolgendosi al commissario regionale alla Sanita Massimo Scura, portava all’attenzione gli incarichi legali all’Asp di Cosenza. Una tematica più volte affrontata in questi anni che, tuttavia, è al centro di un processo presso il tribunale di Cosenza. 

Nella sua missiva, Greco chiedeva a Scura di prendere «provvedimenti certi e immediati in favore del principio sacrosanto della rotazione degli incarichi legali nelle aziende sanitarie e ospedaliere, con particolare riferimento a Cosenza», aggiungendo che «molti avvocati calabresi, e cosentini in particolare, hanno difficoltà finanche a pagare la cassa forense, pur essendo capaci e meritevoli». L’avvocato, che per una settimana ha ricoperto l’incarico di presidente vicario dell’Ordine degli avvocati di Cosenza vista la temporanea sospensione dell’allora presidente Oreste Morcavallo, spiegava che l’Asp di Cosenza avrebbe conferito «incarichi con parcelle d’oro a pochi privilegiati». E ancora: «La cosa che ci sorprende è che a fronte di queste spese – proseguiva Greco – il management dell’Asp, lamentandosi dello scarso organico, ha addirittura demansionato un collega iscritto all’albo speciale, e non si è mai preoccupato di bandire concorsi per avvocati». 

Non si è fatta attendere la replica del direttore generale dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro che dal suo punto di vista ha ribaltato completamente ogni assunto posto a Scura dall’avvocato Greco. Accuse che il dg definisce come «amenità» e che «sono doverose alcune precisazioni». Il dg Mauro scrive che «le parcelle vengono retribuite secondo i minimi delle tariffe forensi in vigore che sono, certamente, più basse rispetto a quelle precedenti. Ancora, contrariamente al semplicistico assunto dell’avvocato Greco, in qualità direttore generale dell’Asp ho richiesto l’autorizzazione a bandire un concorso per 4 nuovi avvocati, non bandito per il veto posto dal Commissario per il piano di rientro, cui Greco si rivolge, di sicuro sbagliando destinatario».

E ancora: «”Da avvocato penalista”, evidentemente, Greco non conosce il contenuto della dichiarazione di cause di incompatibilità o di inconferibilità che in qualità di Dg ho sottoscritto al momento del conferimento dell’incarico, infatti, nella stessa, non sono contemplate assolutamente dichiarazioni relative a contenziosi in essere, né, tantomeno, conclusi».

Circa il presunto demansionamento, il dg Mauro spiega che non vi è stato. «Per l’avvocato cui si riferisce il Greco, posto che il dipendente in questione è andato ad occupare la sede per la quale era risultato a suo tempo vincitore di concorso, non avendo lo stesso vinto alcun concorso per avvocati. Quindi, non so a cosa si riferisca Greco quando parla di demansionamento, vista anche la pronuncia del Giudice del lavoro che ha respinto il ricorso intentato contro l’Azienda sanitaria dall’avvocato citato da Greco».

Mentre sull’argomento degli incarichi legali, il dg chiarisce: «
Nell’anno 2016, sono stati scelti avvocati esterni nel numero di 43; è la prima volta, pertanto, che si mette in atto una rotazione, che impiega un cospicuo numero di avvocati del foro di Cosenza. Si consideri, altresì, che si tratta di incarichi fiduciari e la fiducia, in questo caso, non va proprio nei confronti del latore del lamento, ma di tanti altri suoi colleghi», riferendosi all’avvocato Greco.

Emilio Greco, dal canto suo, ha risposto al dg. «La risposta del dottor Raffaele Mauro è risibile e meriterebbe di essere letta dal commissario Scura per i profili di illegittimità che egli stesso confessa candidamente. Intanto, mi rallegro che egli sia guarito dalla grave “depressione” accertata  il 27 novembre del 2015 dal giudice del lavoro di Cosenza. Forse era già guarito il 2 gennaio del 2016 quando fu nominato direttore generale, in costanza di “patologia” e certamente lo era quando non solo non ha fatto appellare quella sentenza ma (guarda caso) ha tolto dall’ufficio legale lo stesso professionista che aveva tentato di impugnare la sentenza. Un ufficio legale ridotto all’osso che toglie elementi dal suo esile corpo e aumenta le spese legali».

Infine, l’avvocato Greco conclude: «Mauro è lo stesso dg assurto alle cronache per le opportune verifiche fatte da Scura su transazioni che gridano vendetta. Centinaia di migliaia di euro a persone condannate con sentenza definitiva per gravi reati qualificano la sua amministrazione. Sono certo che presto la magistratura cosentina farà chiarezza su tante cose. Anche su aspetti che hanno facilitato il suo percorso. Devo dire che egli ha trovato strade feconde per curare lo stress. E da cittadino sono contento  che quel disturbo di adattamento sia sparito, ahimè senza passare al vaglio di Appello e Cassazione. La verità verrà presto a galla».

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