Cronaca

Discarica di Celico, l’Arpacal valuterà l’impatto olfattivo dei rifiuti con i colleghi del nord

Per dare risposte alle richieste delle comunità locali, Arpacal chiama la cooperazione delle Arpa del Nord Italia per i miasmi che interesserebbero il comprensorio intorno alla discarica di Celico.

La valutazione dell’impatto olfattivo prodotto dalla discarica di Celico, in provincia di Cosenza, rappresenterà uno dei primi di casi di cooperazione tra Arpa italiane all’indomani dell’entrata in vigore della legge 132/2016 che, come è noto, ha istituito il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA).
Il Commissario dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) , Avv. Maria Francesca Gatto, raccogliendo le sempre più numerose segnalazioni e richieste di intervento provenienti dall’area urbana presilana, che confina con la discarica di Celico, e sentito il Direttore scientifico f.f. Dr. Francesco Nicolace, ha deciso infatti di chiamare le Arpa dell’Italia settentrionale, storicamente più sollecitate da questa problematica in considerazione della massiccia presenza di realtà industriali, per attivare una partnership che permetta, da un lato di dare risposte al territorio e dall’altro di accrescere ulteriormente il know-how del personale tecnico dell’Agenzia in una tematica dai confini, tecnici e normativi, ancora incerti.

Il monitoraggio e la stima quantitativa di un’emissione odorigena, infatti, presenta aspetti molto complessi per una serie di fattori, primo fra tutti la mancanza di una normativa nazionale che ne regolamenti i limiti e le modalità tecniche di misurazione. Non a caso le Arpa più “collaudate” su questa tematica si affidano a norme tecniche europee, di adesione volontaria, come la EN 13725, recepita in Italia nel 2004, che definisce una tecnica sensoriale, l’olfattometria dinamica, come la metodologia idonea per la valutazione delle concentrazioni di odore, poiché in grado di fornire informazioni direttamente riferibili alla percezione umana.

Anche per questa carenza normativa tecnica nazionale, e facendo comunque tesoro delle esperienze regionali come quelle della Lombardia o della Puglia, che hanno invece legiferato in materia, è attivo un Gruppo di lavoro delle Arpa Italiane, guidato proprio da Arpa Puglia, che a luglio prossimo rilascerà le Linee Guida per il monitoraggio, controllo e valutazione dell’impatto olfattivo; da quella data in poi le Arpa, e quindi anche Arpacal, avranno precisi riferimenti tecnici e normativi per dotarsi della strumentazione idonea a svolgere tali attività.

Sulla vicenda dell’emissioni odorigene provenienti dalla discarica di Celico, fermi restando i controlli svolti sinora da personale tecnico Arpacal all’interno dell’impianto e nei dintorni, rimane forte la protesta popolare sui cattivi odori che si percepirebbero nei centri urbani confinanti con l’impianto. Stante questa carenza normativa e tecnica, l’Arpacal ha ritenuto quindi di dover andare oltre gli adempimenti ai quali puntualmente ha fatto e farà fede, e di approfondire ulteriormente la problematica con l’ausilio di metodologie più usate in Nord Italia.

«E’ un impegno – ha dichiarato il Commissario dell’Arpacal, Avv. Maria Francesca Gatto – che va oltre le nostre competenze, alla luce delle attuali normative e tecniche di riferimento. Questo per dimostrare, ancora una volta, la nostra piena disponibilità a dare risposte alle comunità, ma al tempo stesso l’assoluta certezza nella qualità e precisione del lavoro svolto dai nostri tecnici».

LE REAZIONI. «Meglio tardi che mai». Inizia così una nota del Comitato Ambientale Presilano, che lotta da tempo per la chiusura della discarica di Celico . «Il 9 febbraio 2017 Arpacal diramava un comunicato stampa nel quale affermava che il problema delle emissioni odorigene prodotte dall’impianto – si legge nella nota – era “risolto”. Oggi l’Arpacal comunica che sta avviando una cooperazione con le Arpa del nord d’Italia per valutare l’impatto olfattivo della discarica di Celico».
«Apprezziamo la retromarcia – prosegue la nota – anche se tardiva. Le proteste del Comitato ancora una volta sono riuscite a smuovere il sistema paludoso che ha permesso e permette a un ecomostro di devastare un intero territorio. Nel frattempo la puzza rende disgustosa l’aria che respirano i cittadini che abitano nei dintorni dell’impianto e noi non siamo più disposti ad aspettare oltre». Nella nota si chiede, infine che «si sospenda immediatamente l’Aia» alla ditta che gestisce la discarica.

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Redazione Cosenza Channel

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