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Mungo: «Cosenza, da qui a giugno sarà come andare in guerra»

Mungo: «Cosenza, da qui a giugno sarà come andare in guerra»

Il centrocampista Mungo ha ritrovato una maglia da titolare dopo un mese e mezzo: «Dalla partita di Reggio Calabria fino alla trasferta di Taranto ho giocato con delle infiltrazioni. Ora sto meglio».

E’ stato il calciatore migliore della prima parte di stagione, poi come un black-out. Domenico Mungo ha ritrovato quattro gironi fa la maglia da titolare dopo un mese e mezzo. L’ultima volta che l’allenatore puntò su di lui dall’inizio si giocava Cosenza-Matera: era il 22 gennaio. Pedina fondamentale per il 4-3-3 iniziale di Roselli, sta scalando man mano posizioni in quello di De Angelis. La differenza, però, è che il nuovo tecnico ha in mente il pallino del 4-2-3-1, modulo dove per l’ex Pistoiese è più complicato esprimersi. «Applicavamo il 4-2-3-1 nel mio primo anno da professionista e venivo posizionato alle spalle della prima punta. Qui a Cosenza c’è abbondanza in attacco e a centrocampo, pertanto l’importante è giocare. Dove mi interessa poco perché sono a disposizione del mister».

Per Mungo tre centri stagionali, ovviamente tutti all’inizio del campionato. L’impressione è che ad avergli complicato la vita sia stata la trasferta di Reggio Calabria, affrontata in condizioni precarie, con delle infiltrazioni di antidolorifici e su di un campo al limite della praticabilità. «La lettura è corretta, le infiltrazioni però sono durate fino a Taranto. Io ho sempre fatto di tutto pur di scendere in campo, per fortuna ora i problemi sono alle spalle dopo una ricaduta».

La stagione volge al termine, ma deve scrivere ancora le sue pagine più interessanti. Mungo, come il resto dei compagni di squadra, si sta rimboccando le maniche per vivere con grande intensità il rush finale. «Le affronteremo come delle guerre. Alcune squadre ci hanno scavalcato, altre si stanno avvicinando: dobbiamo cercare di trarre il massimo da ogni match. Il Cosenza si sta esprimendo bene, ma siamo stati sfortunati e ci siamo mangiati qualche gol di troppo. Quale gara vorrei rigiocare? Lecce, senza dubbio. Sul 2-0 non avrebbero rimontato».

Domenica al Marulla arriverà la Juve Stabia, compagine che con il mercato di gennaio ha rovinato un cammino fantastico. Prima della sosta, infatti, le Vespe erano in testa alla classifica. Nella partita di andata superarono il Cosenza grazie al loro potenziale offensivo sebbene i rossoblù sprecarono tanto. «E’ vero – conclude Mungo – anche il quel caso dilapidammo delle occaioni. Domenica ci ritroveremo di fronte un collettivo diverso. Hanno cambiato allenatore e non sappiamo nulla di loro, né come giocheranno e né su chi punteranno».

 

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