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Pretendeva somme non dovute dall’ex compagna, condannato un agente della polizia provinciale

Pretendeva somme non dovute dall’ex compagna, condannato un agente della polizia provinciale

E’ stato condannato a due anni di carcere un agente della polizia provinciale di Santa Maria Capua a Vetere, accusato di tentata estorsione ai danni dell’ex compagna e della figlia minorenne di lei. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Claudia Pingitore del tribunale di Cosenza che ha accolto le tesi accusatorie della parte civile che, rispetto alla pubblica accusa, aveva chiesto di non derubricare il reato in minacce grave. 

I FATTI. Il 9 agosto del 2014 arriva sull’utenza intestata all’ex fidanzata dell’imputato una telefonata, alla quale risponde la figlia minore che inconsapevole di chi fosse si sente dire: «“Mi dovete dare i soldi, scendo a Cosenza e vi ammazzo a tutti”». La ragazzina impaurita dal tono di voce e dalle frasi pronunciate da Giuseppe Iaculo, informa dell’accaduto la mamma. La donna intuisce che si tratta dell’ex compagno e decide di denunciarlo perché non aveva alcun debito nei suoi confronti così come dimostrato nel corso del processo.

Oggi la sentenza: la pubblica accusa aveva chiesto 6 mesi, mentre le parti civili rappresentate in udienza dagli avvocati Mariarosa Bugliari ed Eduardo Florio, hanno insistito per una pena più alta rimettendosi alla valutazione del giudice Claudia Pingitore che in effetti ha inflitto una condanna a 2 anni di reclusione (pena sospesa).

Iaculo, tuttavia, è stato rinviato a giudizio anche per il reato di stalking nei confronti della donna adulta. Competente in questo caso è il tribunale di Santa Maria Capua a Vetere. (a. a.)

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