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Calabria, quattro allenatori in cerca d’autore

Calabria, quattro <em> allenatori</em> in cerca d’autore
Photo Credit To I tecnici Campilongo (Vibonese), De Angelis (Cosenza), Zeman (Reggina), Erra (Catanzaro)

– di Antonio Clausi –
Vibonese, Cosenza, Reggina e Catanzaro vivono ore delicatissime così come i loro tecnici. Tifoserie sul piede di guerra, morale sotto i tacchi e nubi all’orizzonte hanno minato la serenità sportiva della regione.

Anche Luigi Pirandello venne fischiato quando portò per la prima volta in teatro “Sei personaggi in cerca d’autore”. Non fu compreso e la platea lo prese per un matto. Col tempo divenne la sua opera di maggiore fama solo grazie ad alcuni accorgimenti che aggiustarono il tiro. E’ lo stesso pensiero che in queste ore sta animando i quattro allenatori delle formazioni calabresi di Lega Pro. Vibonese, Cosenza, Reggina e Catanzaro attraversano un momento complicato e si sono ritrovate da sole con le rispettive piazze sul piede di guerra. Campilongo, De Angelis, Zeman ed Erra hanno bisogno di una svolta immediata per rasserenare gli animi e ridare un ruolo primario alla Calabria. Ad oggi, nessuno è in linea con i programmi di inizio stagione.

Saraniti batte Perina dal dischetto

VIBONESE. L’ultimo posto in classifica è un macigno che sta trascinando a fondo gli ipponici. Sasà Campilongo, dopo l’impatto iniziale, non ha garantito il rendimento auspicato dal club di Pippo Caffo. L’esonero di Massimo Costantino si consumò nel tentativo di togliere alibi al gruppo e di disputare un girone di ritorno gagliardo. Paradossalmente, però, il collettivo sta offrendo un calcio spumeggiante. Dal 4-3-1-2 si è passati al 3-5-2, ma non ingannino le cifre perché la linea difensiva resta molto alta per una sfida audace. Il meccanismo ha funzionato alla perfezione con la Virtus Francavilla, sconfitta 2-0 con le reti di Sowe e Bubas (primo centro in campionato), e a Reggio Calabria dove la vittoria è sfuggita per pura casualità. A tal proposito sono clamorose le occasioni fallite da Saraniti. L’altra faccia della medaglia, quella che interessa maggiormente, parla di un distacco maggiore dal penultimo posto. Il Melfi va come un treno e completa di domenica in domenica blitz impensabili alla vigilia. Ora dista tre lunghezze dalla Vibonese, che dal canto suo ha subito l’opportunità di sovvertire l’ordine delle cose con il doppio turno casalingo. Fidelis Andria e Monopoli dovranno essere rispedite in Puglia con le pive nel sacco, altrimenti la Serie D sarebbe dietro l’angolo.

Caccetta strattonato con la Juve Stabia

COSENZA. La crisi di risultati ha portato il Marulla a riempire di fischi i giocatori rossoblù e a contestare Eugenio Guarascio in modo veemente. Erano anni che il presidente non subiva i cori dei suoi sostenitori, visibilmente satolli di una situazione che rischia di trascinarsi per le lunghe. Al patron viene imputata l’eccessiva oculatezza, l’incapacità di saper trasmettere emozioni e la totale mancanza di uno straccio di programmazione. Tutte cose che cozzano con la legittima ambizione di una piazza vogliosa di confrontarsi con palcoscenici più importanti. Stefano De Angelis nel frattempo perde consensi. Le critiche per il tecnico sono aumentate a dismisura dopo la partita contro la Juve Stabia. Scelte discutibili di formazione e le ennesime prestazioni da voto 5 in pagelle di alcuni calciatori hanno fatto traboccare il vaso. L’idea di alzare sensibilmente il baricentro e di cercare varianti alle solite ripartenze non ha dato i frutti sperati. Alibi? Pochi e iniziano a scarseggiare, anche se gli errori individuali hanno tolto al Cosenza almeno 4 punti. Con i tempi che corrono avrebbero fatto comodo…

Coralli fa doppietta al Cosenza

REGGINA. La Reggina ha vinto una sola partita nelle ultime cinque e non segna da due gare, ma ciò che preoccupa davvero è l’involuzione di Porcino e soci. Gli amaranto nella trasferta di Matera e nel derby con la Vibonese sono sembrati una squadra rinunciataria, arrendevole, che alza bandiera bianca ancor prima di scendere in campo. Se in Lucania è arrivato un inevitabile ko, al Granillo gli ospiti non hanno saputo approfittare della situazione. Contrariamente alla vocazione familiare di proporre sempre un calcio propositivo, Karel Zeman ha schierato per l’intero arco del match cinque difensori di ruolo bloccati e ben allineati tra loro. Il tecnico sta provando ad uscire dall’impasse tattico che, come nebbia in Val Padana, è sceso in rivo allo Stretto a confondere le idee ai calciatori. Si passa con troppa facilità dal 3-5-2 al 4-3-3 senza soluzione di continuità. Gli aspetti maggiormente negativi, oltre che la confusione di moduli, appaiono essere l’approccio negativo alle partite e una demotivazione generalizzata. Nell’ambiente non c’è grande fiducia, anche se gli scontri diretti la Reggina li avrà in casa. Per chiudere una curiosità: l’ultimo zero rimasto in classifica è degli amaranto, riguarda le vittorie esterne.

Catanzaro in azione nel derby con i Lupi

CATANZARO. Tralasciando la stagione tribolata che fin dall’esordio nefasto contro il Cosenza ha segnato il campionato delle Aquile, il Catanzaro aveva trovato due vittorie consecutive al Ceravolo una volta richiamato Alessandro Erra in panchina. I successi casalinghi contro Akragas e Matera, intervallati dalla sconfitta di Taranto, lasciavano presagire ai sostenitori che la squadra almeno tra le mura amiche avesse ritrovato determinazione e grinta. Vale a dire le qualità costate care a Nunzio Zavettieri. Il ko col Melfi e il pari col Monopoli ha provocato una nuova scossa tellurica sui Tre Colli. Il pubblico imputa allo spogliatoio la mancanza di carattere, tanto che in Basilicata la sconfitta è stata accompagnata dalla vile aggressione ai calciatori. Lo scollamento tra squadra e supporter si è acuito domenica quando parte della curva ha deciso di abbandonare gli spalti in seguito al divieto di esporre uno striscione contro il presidente Giuseppe Cosentino. Il disappunto maggiore è espresso nei confronti dell’azionista di maggioranza, contestato ormai da due anni. Il malcontento è enorme, non solo per i risultati sportivi. Erra si barcamena quotidianamente in uno spogliatoio spaccato, dove una comunione di intenti è pura utopia. La lotta per la salvezza intanto si complica: all’orizzonte c’è la trasferta di Castellammare, poi i match con Catania e Foggia al Ceravolo prima del derby di Reggio Calabria.

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