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Cosenza, rendimento basso… in ogni reparto

Cosenza, rendimento basso… in ogni reparto

La squadra rossoblù non sta esprimendo il suo potenziale, che non è da vertice della classifica, ormai da mesi. De Angelis non ha trovato ancora il bandolo della matassa.

Il rendimento del Cosenza è al di sotto delle aspettative dei suoi sostenitori. Non è bastato nemmeno il cambio in panchina ad invertire un trend che già in autunno aveva dato serie avvisaglie di quello che sarebbe potuto essere il finale di stagione. Nessuno all’epoca credeva che i playoff potessero essere a rischio ed anche oggi risulta francamente difficile ipotizzare uno scenario differente. Le inseguitrici, tuttavia, si stanno facendo sotto e di domenica in domenica mettono a nudo i problemi strutturali dei rossoblù. Sebbene Guarascio pensasse il contrario fino a qualche settimana fa, i rossoblù non sono una squadra di vertice. Anzi, distano venti punti (quelli che sentenzia la classifica) da chi ha dominato il campionato. Il Cosenza è al contrario una compagine da posizione intermedia, che avrebbe potuto legittimamente puntare al quarto posto con un’altra annata importante, ma che ha il suo habitat naturale tra la quinta e sesta piazza. I problemi, come ha evidenziato il torneo ancora in corso, sono in ogni reparto.

DIFESA. Meroni e Madrigali hanno giocato pochissimo, giusto un paio di apparizioni a testa. Sia Roselli che De Angelis continuano a puntare sulla coppia Tedeschi-Blondett nonostante entrambi commettano un errore dietro l’altro. La cosa lascia ipotizzare che forse i due marcatori centrali non godano di sostituti all’altezza. Va meglio, invece, sulle corsie laterali. Corsi, D’Anna, D’Orazio e ora Pinna possono alternarsi senza alterare più di tanto il contesto. Una giornata no può capitare a tutti, domenica è toccato a D’Anna.

CENTROCAMPO. Caccetta non si è espresso sui suoi livelli, Capece è stato messo in naftalina in entrambe le gestioni salvo rari casi, Ranieri è quello che ha fatto meglio, Mungo ha attraversato mesi difficilissimi dopo un inizio promettente. L’unico certo di un posto da titolare è Calamai. Si tratta di un buon calciatore, ma non di un elemento in grado di decidere l’esito delle partite.

ATTACCO. Baclet ha segnato 7 gol nel girone di ritorno, segno che se ha un pallone giocabile lo butta dentro. Il vero punto interrogativo, come per la mediana, tuttavia riguarda il modulo. Un conto è il 4-2-3-1 dove tutte le pedine vengono sistemate nelle posizioni naturali, un altro il 4-3-3 dove Letizia deve snaturarsi sulla fascia o, peggio, da falso nueve. Cavallaro è l’esterno che la sufficienza la strappa sempre, mentre il calo di Statella, che ha tenuto a galla la barca con giocate e gol, è evidente. Mendicino deve ancora dimostrare il suo valore.

PANCHINA. De Angelis è partito con l’idea di alzare sensibilmente il baricentro dell’organico durante le gare e i ritmi delle sedute in allenamento. Lo ha fatto parzialmente, ma frutti ad oggi ne sono stati raccolti davvero pochi. Con la Juve Stabia ha commesso degli errori di formazione, ma per strada la cattiva sorte gli ha sbarrato più volte la strada. Fin dalla trasferta di Caserta, pertanto, è chiamato a trovare il bandolo della matassa. Viceversa il filo del rasoio diventerebbe ancora più sottile. (Antonio Clausi)

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