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“Pipe” Ricca bomber eterno: a 61 anni segna ancora con la maglia del Diamante. [VIDEO]

“Pipe” Ricca bomber eterno: a 61 anni segna ancora con la maglia del Diamante. [VIDEO]

Domenica ha messo a segno un gol su rigore nel 9-1 dei suoi contro il Belsito. “La voglia di tenermi in forma e la passione per questo sport non mi hanno mai abbandonato”

A 61 anni, solitamente, il calcio lo si segue comodamente seduti sul divano o dalle tribune degli stadi, magari in compagnia di un nipotino. Se invece questo mondo non lo hai mai abbandonato, magari puoi essere un allenatore o un direttore sportivo. Poi però, come ogni cosa, ci sono le eccezioni. Una di queste è senza alcun dubbio Angelo Ricca che a 61 anni, domenica scorsa, ha messo a segno il suo primo gol stagionale con la maglia della Virtus Diamante, squadre della sua città, in Seconda Categoria. Non sappiamo se quello messo a segno su rigore nel 9-1 al Belsito, sia record di gol più longevo d’Italia o meno, ma certamente, l’inusuale prodezza del buon Angelo, per gli amici “Pipe” (peperone), merita quanto meno una chiacchierata.

Come si fa a scendere in campo con ragazzi anche tra i 40 ed i 45 anni più giovani? “Diciamo che la voglia di tenermi in forma e la passione per questo sport non mi hanno mai abbandonato. Poi ho la fortuna che il mio lavoro mi ha sempre permesso di avere il pomeriggio libero e quindi ho sempre continuato ad andare al campo ad allenarmi. Sono una testa dura. Fin quando le mie gambe ce la faranno, io continuerò a divertirmi. E’ una cosa più grande di me”. Eppure, uno come lui nel calcio dilettantistico ha costruito un’intera onorabilissima carriera: “Ho iniziato a giocare da piccolissimo. Sono nato nel 1956 ed il mio primo campionato è stato a 14 anni. Da lì non mi sono mai fermato. Questo è il mio 46° campionato di fila tra giocatore ed allenatore”.

Negli anni d’oro, Ricca il calciatore lo ha fatto sul serio: “Sono arrivato fino in Serie D con la maglia del Praia ma ho sempre giocato nella zona: oltre al Praia, anche Scalea, ovviamente Diamante per tanti anni, Grisolia e Belvedere. Ho preferito il posto di lavoro sicuro, piuttosto che tentare la fortuna con il calcio. Eppure le opportunità di provare a spiccare il volo le ho avute. Tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80 potevo andare in C con l’Afragolese e con il Novara. In quel periodo giocavo a centrocampo, poi con il passare degli anni ho avanzato la mia posizione”.Cambiano generazioni e regolamenti, ma Ricca c’è sempre in campo. Che differenze tra il calcio di 30 anni fa e quello di oggi? “Una differenza abissale. Una volta il livello era molto più alto. Adesso i ragazzi non hanno più la stessa passione di prima. Vengono quasi per farti un piacere ad allenarsi. Sono distratti da tante altre cose”.

Quest’anno il gol sul rigore, arrivato alla terza presenza stagionale: “L’allenatore di quest’anno, Franco Lanza, è stato mio compagno di squadra con il Belvedere più o meno 30 anni fa. Ci conosciamo da una vita. Io mi alleno sempre e lui, quando è possibile, mi mette dentro. Diciamo che però il vizio del gol ho sempre continuato ad averlo. L’anno scorso ne ho fatti due, mentre due anni fa sono riuscito a segnare una volta”.  Domenica, big match in casa della Morrone, dopo che all’andata il Diamante riuscì nell’impresa di battere la capolista: “Alla fine credo che loro sono la squadra più forte e meritano il salto di categoria. Noi però domenica vogliamo ripetere la partita dell’andata. Venderemo cara la pelle”. E se magari c’è un rigore nel finale, state calmi. Entra Ricca e fa gol. Ancora una volta. (A. S.)

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