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Corigliano, scarcerato il giovane trovato in possesso di un’arma chimica da guerra

Corigliano, scarcerato il giovane trovato in possesso di un’arma chimica da guerra

Alessandro Garasto ritorna in libertà a seguito dell’ordinanza di scarcerazione emessa in giornata odierna dal Gip del Tribunale di Castrovillari, Teresa Riggio. L’indagato nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha dichiarato che «la bomboletta mi è stata regalata dalla mia ex».

Il Gip del Tribunale di Castrovillari nella giornata odierna ha convalidato l’arresto di Alessandro Garasto, fermato dagli agenti del Commissariato di polizia di Rossano al termine di un lungo inseguimento culminato nel centro di Corigliano e trovato in possesso di un aggressivo chimico classificato come arma da guerra.

Contestualmente, il Giudice non ha accolto la richiesta di misura cautelare avanzata dal pm di Castrovillari Manera scarcerando il 32enne, difeso dagli avvocati Alcide Simonetti e Aldo Zagarese. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il giovane ha chiarito che non ha forzato il posto di blocco facendo emergere al giudice la sua buona condotta fino a quel momento e rilevando lo stato di incensurato. Ha aggiunto che era preoccupato dal fatto che la macchina non era revisionata e l’assicurazione era scaduta, che il passeggero non si è dato alla fuga, ma è stato sbalzato fuori a causa dell’urto.

Garasto, inoltre, ha chiarito che la bomboletta spray in suo possesso gli era stata regalata circa un anno e mezzo fa dalla sua ex fidanzata perché a Corigliano, in quel periodo, avvenivano delle aggressioni mentre le persone erano ferme in macchina ai semafori. L’indagato ha sostenuto quindi che l’arma chimica da guerra – acquistabile su internet a prezzi modici – aveva esclusivamente finalità difensive nel caso in cui fosse stato vittima di aggressioni.

A tal proposito, il gip Riggio ha rilevato che sussistono a suo carico i gravi indizi di colpevolezza, ma ha dato credito al fatto che Garasto non sapesse che la bomboletta non poteva essere venduta in territorio italiano. Sempre il gip, motivando la scarcerazione dell’indagato, ha scritto che non sussiste il concreto ed attuale pericolo di reiterazione delle medesime condotte criminose, non potendosi attribuire alla condotta posta in essere da Garasto il grado di gravità indicato dal pm. Il gip ha infine concluso, evidenziando che nel corso dell’udienza di convalida, «si è mostrato visibilmente provato ed ha pianto, così assumendo il contegno proprio di un soggetto avente una personalità non incline al crimine, di cui è, altresì, sintomatica l’incensuratezza». (Antonio Alizzi)

 

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