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Mirto Crosia, assolto noto imprenditore accusato di violenza privata e lesioni

Mirto Crosia, assolto noto imprenditore accusato di violenza privata e lesioni

Il Tribunale di Castrovillari, accogliendo le richieste dell’avvocato difensore Francesco Nicoletti, ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti del 42enne T.M., noto imprenditore di Mirto Crosia, accusato di violenza privata e lesioni personali.

LE ACCUSE. L’uomo era finito sotto processo con l’accusa di aver minacciato e colpito con calci, pugni e schiaffi un proprio concittadino al fine di costringerlo a ritirare delle denunce.

I FATTI. Le indagini prendevano il via da tre denunce sporte dalla vittima presso la Stazione dei Carabinieri di Mirto Crosia e riscontrate, secondo l’impianto accusatorio, da testimoni oculari e certificazione medica rilasciata dal Pronto soccorso dell’ospedale di Corigliano Calabro. Nello specifico, secondo quanto ricostruito dall’accusa, T.M., al fine di ottenere il ritiro delle denunce da parte della vittima, la quale non cedeva alla richiesta, avrebbe pronunciato frasi minacciose e lo avrebbe colpito fisicamente procurandogli lesioni personali, refertate in Pronto soccorso con la seguente diagnosi: “Contusione setto nasale e perdita del primo premolare sup. sx”. In una delle denunce, la vittima riferiva ai Carabinieri che il 42enne, in una occasione, lo avrebbe invitato all’interno di un Circolo ricreativo di Mirto, con il pretesto di offrirgli una birra. Ma, per come riferito, una volta entrato nel locale, T.M. avrebbe chiuso la porta d’ingresso e, alla presenza di due persone, lo avrebbe aggredito colpendolo alla testa e al naso. Il tutto nonostante i tentativi di uno dei due presenti di farlo desistere e di porre fine alla aggressione.

IL PROCESSO E LA DECISIONE DEL TRIBUNALE. Iniziata la fase processuale, la vittima si è costituita parte civile al fine di ottenere la condanna dell’imputato e il risarcimento dei danni subiti. In sede di discussioni finali delle parti, il Pubblico Ministero ha concluso la propria requisitoria chiedendo una sentenza di condanna e una pena detentiva. All’esito della camera di consiglio, il Tribunale di Castrovillari, in totale accoglimento delle tesi argomentate e delle richieste formulate dall’avvocato Francesco Nicoletti, ha assolto l’imputato con le formule “perché il fatto non sussiste” e “per non aver commesso il fatto”.

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