Approfondimenti

Pagliuzza o trave?

– l’editoriale di Piero Bria –
Nel calcio, quello giocato, tutto è opinabile. Ed è questo che lo rende lo sport unico al mondo. Ma, a palla ferma, cerchiamo di ragionare sul perché ci ritroviamo in questa situazione. Nulla capita per caso.

I risultati cambiano l’umore, è risaputo. Fronte squadra, fronte tifosi. Quello che non deve mutare è l’oggettività nei giudizi, soprattutto da parte degli addetti ai lavori. A novembre scrissi in un editoriale, di cui riporto un breve passaggio, «cerchiamo di essere cauti nelle vittorie e obiettivi nelle sconfitte. E se proprio dobbiamo cercare un colpevole… beh, inutile sfogarsi con squadra e allenatore se in questi anni c’è stato qualcuno che ha fatto passare il tempo quasi giocassimo a scacchi».

Il campo è quello che determina le nostre ire. Ciò che vediamo commentiamo. Purtroppo, però, capita di soffermarsii sulla pagliuzza senza notare la trave. Il gioco che propone il Cosenza e i conseguenti risultati, la posizione di classifica sono figli di una programmazione avvenuta alla giornata. In Calabria siamo gli unici a non aver mai gustato la massima serie. E tra i motivi ce n’è uno che non può essere messo in discussione. A Cosenza non è mai esistita una programmazione. Si è ragionato sul tutto e subito, se sono soldi ancora meglio.

A Reggio Calabria il patron Foti decise di affidarsi a Martino, a Crotone Vrenna iniziò la sua scalata con Ursino. Una scelta dettata dalla certezza di avere una programmazione tecnica utile alla causa. Poi, con un po’ di fortuna e l’audacia delle piccole sia a Reggio che a Crotone sono riusciti a fare il grande salto. E il Cosenza? Cambia diesse un anno si e l’altro pure per non parlare degli allenatori. Con i giocatori si è navigato a vista. Ma soprattutto non ci sono strutture e si vagabonda di qua e di là. Per non parlare dell’assenza di una scuola calcio che, per una squadra professionistica, è la base di una programmazione.

Ora, di cosa vogliamo parlare? Del modulo che non va, dei giocatori non adeguati… o forse, se proprio dobbiamo mostrare il nostro disappunto, non sarebbe meglio chiedere garanzie a chi decide come muovere i fili di tutto?

Nel calcio, quello giocato, tutto è opinabile. Ed è questo che lo rende lo sport unico al mondo. Ma, a palla ferma, cerchiamo di ragionare sul perché ci ritroviamo in questa situazione. Nulla capita per caso. I casi sopra citati dovrebbero pur dare uno spunto a Guarascio per capire come agire. Altrimenti continueremo a dire ognuno la sua con un’unica certezza: il Cosenza calcio vive alla giornata senza ambizione alcuna. L’altra faccia di una medaglia che ha solo un valore simbolico.

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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