Tutte 728×90
Tutte 728×90

La sinistra antagonista della città: «Grandi opere? Le priorità sono altre»

La sinistra antagonista della città: «Grandi opere? Le priorità sono altre»

Il Comitato Piazza Piccola – Cosenza Vecchia, il Comitato acqua pubblica “Bruno Arcuri”, Cosenza in comune, la Palestra popolare e il Partito della Rifondazione Comunista sottolineano: «Le priorità della politica locale corrispondono meccanicamente alle priorità dei costruttori locali».

Cinque sigle della Cosenza antagonista e che lotta per i diritti dei cittadini, ha posto nuovamente l’accento sulle opere che l’amministrazione Occhiuto vuole realizzare da qui a breve. «La politica Cosentina continua a marciare sul binario morto delle Grandi opere. Cosenza è una delle città con la maggiore incidenza di sfratti per la popolazione residente, in cui la sanità versa in condizioni drammatiche e l’ospedale è uno spauracchio da evitare, in cui la privatizzazione dei servizi fondamentali ha portato solo disagi mentre i trasporti pubblici sono un terno a lotto tra disservizi e ritardi. Nel cuore della città vecchia, dove è custodita la storia della città nella sua grandiosa bellezza artistica, i crolli si sommano all’abbandono sociale, all’assenza di lavoro e servizi». La nota è a firma del Comitato Piazza Piccola – Cosenza Vecchia, del Comitato acqua pubblica “Bruno Arcuri”,  di Cosenza in comune, della Palestra popolare e del Partito della Rifondazione Comunista.

«La precarietà e la disoccupazione moltiplicatesi in questi anni di crisi si sommano al complessivo peggioramento dei diritti sociali a cui le istituzioni locali (regionali e comunali) rispondono con la stessa lingua dei vari governi nazionali: tagli e speculazione – continua il comunicato dei militanti – Cosa c’è di meglio per la speculazione di un bel rilancio del mattone? A fronte dei mille disservizi denunciati che incidono radicalmente nella vita materiale dei cosentini la politica si dedica alla moltiplicazione delle grandi opere, alla proliferazione del cemento come medicina alla crisi».

«Le priorità della politica locale – chiudono le cinque sigle di cui sopra – corrispondono meccanicamente alle priorità dei costruttori locali. Un nuovo stadio, una metropolitana leggera (che tanto leggera non è), un’ovovia e un nuovo ospedale sono le ricette salvifiche per far ripartire la città come se il mattone potesse compensare l’assenza di diritti sociali. Possiamo continuare inermi ad osservare lo spettacolo indecoroso di una lotta tra bande per la spartizione del bottino cementizio oppure imporre le priorità reali dei cosentini. Tra Oliverio e Occhiuto che si scontrano per la migliore collocazione di queste opere possiamori baltare il tavolo e   indicare le vere priorità dei cosentini. Un piano per il diritto abitativo, il recupero del centro storico, un trasporto pubblico efficace e accessibile, la ripubblicizzazione del servizio idrico sono i punti principali di una nuova agenda di priorità scritte dal basso, che vogliono sostituire al mattone i diritti sociali dei cosentini e affermare l’applicazione della costituzione che abbiamo difeso nel referendum di poche settimane fa. E’ tempo di altre priorità, quelle dei cosentini per una Cosenza di tutti e non dei palazzinari».

Related posts

error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it