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Nord, Sud, Ovest, Est

Nord, Sud, Ovest, Est

– l’editoriale di Piero Bria – 
La quantità di denaro non garantisce la riuscita di un progetto e non ne determina le intenzioni. Anche con poco si può costruire molto. Sopravvivere e tirare a campare o costruire basi solide e fornire stimoli ai tifosi? 

I punti cardinali indicano la direzione da seguire in base ad una meta definita. Punti poco chiari ad oggi per il Cosenza di Guarascio che naviga a vista senza una rotta ben precisa. La certezza è che bisogna evitare di imbarcare acqua (debiti) garantendo stabilità (economica) in attesa di arrivare in qualche porto sicuro (quale?).

Ad oggi, però, di terra ferma neanche a parlarne. Il Cosenza è circondato dall’Oceano senza che la bussola possa dare una mano a trovare la rotta giusta. E a chi spetta prendere la decisione? A chi se non a Guarascio?

Il presidente ha l’obbligo di istruire l’equipaggio fornendo i riferimenti necessari non solo per rendere la nave stabile ma anche per consentire un cambio di rotta verso una meta definita.

Dove stiamo andando? Cosa stiamo facendo per raggiungere l’obiettivo? Quali sono i nostri punti di riferimento? Quali calciatori stiamo formando per il futuro?

Mi chiedo e chiedo ad ognuno di voi: vi interessa più la partita che si gioca la domenica o il futuro ci attende? Cosa abbiamo e su cosa possiamo contare?

I conti sono in regola e lo spauracchio Covisoc non esiste. Eppure se chiedessi ad ognuno di voi che futuro ci attende sono convinto che nessuno fornirebbe una chiara visione di quello che sarà.

Perché la realtà è che abbiamo un presidente che non si sbilancia, che non ci rende edotti sul programma che la società sta attuando (sempre che esista, al di là della sopravvivenza…).

Siamo un cantiere aperto da cinque anni senza un progetto tecnico che garantisca continuità; senza un parco giocatori che ci consenta di monetizzare; senza strutture capaci di garantire l’evoluzione dei nostri giovani e della prima squadra.

Parliamo di stadio avveniristico (si farà? Non se ne parla più e i dubbi sono leciti…) quando la realtà ci vede galleggiare in Lega Pro e vagabondare per l’hinterland.

E a chi pensa che questi editoriali siano una gratuita reprimenda verso il presidente dico di riflettere su quella che è la realtà. Viviamo alla giornata senza sapere cosa accadrà domani. Godete a vivere così?

Abbiamo bisogno di certezze per dare al Cosenza tutto il nostro appoggio. Ed è giusto che il presidente esca alla scoperto. Non siamo ciechi e sappiamo che Guarascio, ad oggi, ha garantito la sopravvivenza del club (cosa rara visti i precedenti).

Ma non vogliamo sopravvivere o tirare avanti (come, purtroppo, in molti sono costretti a fare nella vita di tutti i giorni). Almeno nello sport vorremmo provare a sognare, a costruire.

Al presidente Guarascio vorremmo chiedere: «Tutti i soldi che ha speso in questi anni potevamo essere spesi meglio? Con gli stessi soldi si poteva fare qualcosa in più, costruire delle basi idonee ad un progetto che guardasse al futuro?». La quantità di denaro non garantisce la riuscita di un progetto e non ne determina le intenzioni. Anche con poco si può costruire molto (vedi piccole realtà che sono cresciute grazie ad un progetto definito e con cadenza triennale o quinquennale come il Carpi, il Sassuolo, il Frosinone, il Cittadella). Tirare a campare è solo un modo per ritardare un’altra agonia.

Oggi come oggi il Cosenza non ha neppure un valore idoneo a recuperare i soldi investiti da Guarascio. E già questo dovrebbe essere un campanello d’allarme per il presidente.

L’imprenditore è colui il quale trae sempre profitto da tutto ciò che fa.

#qualefuturoperilcosenzacalcio è l’hashtag che lanciamo. Perché non siamo inferiori all’Empoli o a quelle realtà che hanno costruito le loro fortune sul settore giovanile. Non siamo inferiori a Sassuolo o Frosinone che in pochi anni, affidandosi ad una base di calciatori modesti (Magnanelli docet), sono riusciti a conquistare promozioni su promozioni fino alla serie A.

Possibile che in Calabria solo noi non possiamo avere l’ambizione di andare in serie A come avvenuto per altre realtà della nostre Regione? Basta elemosinare, basta accontentarci!

Dateci qualcosa di cui essere fieri. Date al Cosenza un’identità che sia definita. Una rotta da seguire, un obiettivo da raggiungere. I tifosi hanno bisogno di stimoli, di identificarsi in una squadra e sostenerla nel bene e nel male. “Siate affamati, siate folli” diceva Steve Jobs. Presidente Guarascio dia a tutti la possibilità di aiutarla, di sostenerla, di accompagnarla in questa avventura. Ma parli, si esponga e dia ai tifosi validi motivi per sostenerla tutti i giorni. Per il Cosenza si è disposti ad andare ovunque. Nord, Sud, Ovest o Est. L’importante è lottare per una causa comune che ci veda unici protagonisti del nostro futuro.

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