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Rende, debiti fuori bilancio: Miceli paventa l’ipotesi del conflitto d’interessi. «La mamma licenzia la pratica del figlio»

Rende, debiti fuori bilancio: Miceli paventa l’ipotesi del conflitto d’interessi. «La mamma licenzia la pratica del figlio»

«Vogliamo vederci chiaro sui debiti fuori bilancio licenziati dall’esecutivo Manna e in particolare su quello inserito nel Consiglio Comunale del 12 aprile che, almeno sui giornali, profila l’ennesima pesante crisi di maggioranza. Per questo motivo procederemo con un accesso agli atti per verificare l’iter della pratica e la sua discussione in II Commissione Bilancio».

Lo afferma in una nota il capogruppo del Movimento Cinque Stelle di Rende, Domenico Miceli. «Com’è noto si tratta di un debito prodotto nel 2008 per la costruzione di un muro di contenimento nel Centro Storico. Ma se davvero la ditta creditrice è riferibile al figlio della consigliera di maggioranza, Rachele Cava, che è anche la presidente della II Commissione permanente Bilancio, che ha licenziato la pratica procedendo alla sua istruttoria, allora si profila un grave e palese conflitto d’interesse nella scelta della pratica.

Il consigliere Miceli si chiede «come mai questo debito arriva in Consiglio prima di altri debiti per i quali esistono già sentenze esecutive? E perché lo stesso era stato messo da parte dal Commissario Valiante per poi essere magicamente ripescato dall’esecutivo Manna?».

Domenico Miceli, capogruppo Movimento Cinque Stelle di Rende
Domenico Miceli, capogruppo Movimento Cinque Stelle di Rende

«Al di là delle questioni tecnico-finanziarie che sottostanno a questa infelice scelta dell’esecutivo, resta il problema politico del controllore politico e del controllato. Apparirebbe anche palese l’escamotage della Cava di non presenziare alle discussioni sul tema, quanto avrebbe dovuto semplicemente dimettersi da presidente della II Commissione», si legge nella nota stampa dei grillini.

«Inconsistente in Commissione Bilancio (in cui non è presente il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle) anche il ruolo della minoranza – aggiunge Miceli – che ha tenuto nascosta la notizia ai cittadini senza sollevare il caso a tempo debito, lasciando il compito di critica politica ad una parte della maggioranza».

«Come Movimento 5 Stelle prendiamo le distanze da questo modo di operare dell’esecutivo che aveva promesso un’operazione verità sui debiti fuori bilancio in campagna elettorale tranne poi rimangiarsi la parola, ed oggi appare chiaro anche il perché. Questa maggioranza non fa il bene comune come anche buona parte della minoranza che oramai inciucia con Manna alla luce del sole, garantendogli i voti favorevoli in Consiglio», conclude Miceli.

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