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Terroristi nel carcere di Rossano, Rapani: «Vengano trasferiti lontano dai centri abitati»

Terroristi nel carcere di Rossano, Rapani: «Vengano trasferiti lontano dai centri abitati»

«Non bastano le mortificazioni che quotidianamente ci impartiscono dall’alto: i diritti sanitari, quelli ad una giustizia funzionante, alla mobilità, puntualmente negati. Adesso dobbiamo anche sorbirci la beffa. Perché di Rossano, in termini positivi, non se ne ricorda mai nessuno partendo dai livelli sovra comunali e finendo al governo centrale. Quando però c’è da risolvere un problema, di questa terra se ne ricordano tutti».

Amareggiato, il coordinatore regionale, nonché capogruppo provinciale di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, torna su una questione calda, tanto dibattuta anche a livello internazionale ed oggetto di un’interrogazione parlamentare del deputato di Fdi-An, Fabio Rampelli.

Nel novembre 2015, proprio su input di Rapani, il parlamentare aveva inviato una interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia, chiedendo che i terroristi islamici detenuti nel carcere di Rossano fossero trasferiti in strutture site in località isolate, lontane dai centri abitati.

Il deputato aveva richiamato anche una denuncia che il segretario del sindacato di polizia Sappe formulata all’indomani degli attentati di Parigi, quando «almeno quattro dei terroristi islamici detenuti nella sezione speciale del penitenziario calabrese, dopo aver appreso la notizia della strage, avrebbero esultato inneggiando alla “liberazione” della Francia dagli “infedeli”».

Una storia tristemente nota, purtroppo, balzata agli onori della cronaca nazionale. Oggi, la questione si riapre con la cellula jihadista sgominata a Venezia e con la notizia che qualcuno di questi sarebbe stato trasferito nel carcere di Rossano. Luogo dal quale, lo dice l’antiterrorismo, l’Isis avrebbe dato mandato «o ai mujaheddin kosovari o comunque dell’area balcanica di colpire il territorio italiano».

In ragione di questi avvenimenti, Rapani tuona: «Non possiamo consentire che la Calabria, e nel caso particolare, la città di Rossano siano avvertite solo come ripiego per risolvere anche grane internazionali. Non arriva alcun aiuto dallo Stato, ed anzi siamo costantemente penalizzati dai tagli a tutti i servizi fondamentali al cittadino, ma quando c’è da sbolognare una rogna, magicamente, Rossano torna alla mente. Non si può considerare questo territorio solo per le negatività. Ci è stato scippato tutto, non abbiamo una sanità che funzioni, una giustizia che funzioni, non abbiamo la possibilità di muoverci; in compenso abbiamo un bel carcere che ospita i terroristi che vengono arrestati in Italia. Perché non trasferirli in luoghi isolati, per evitare che si viva sotto una cappa di paura?».

«Insomma, ancora una volta – conclude Ernesto Rapani – Rossano diviene rifugio per i peccatori».

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