Dalla Calabria

Rende, la polemica continua. Miceli: «La consigliera Cava deve dimettersi, il conflitto d’interesse è palese»

«Smentiamo categoricamente i membri del Laboratorio Civico: la presidente della Commissione Bilancio, nonché consigliera di maggioranza, Rachele Cava, ha trattato il pacchetto dei così detti “debiti fuori bilancio e fuori piano” in cui era inserita la pratica relativa al figlio». 

Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle di Rende, Domenico Miceli controreplica al Laboratorio Civico di Rende che aveva difeso la consigliera comunale Rachele Cava. «Diverse le riunioni della Commissione in cui si è trattato l’argomento: il 16, il 21 e il 22 giugno 2016, ma anche il 22 febbraio 2017, il 2 marzo e il 31 marzo 2017. E la consigliera Cava era sempre presente e partecipava attivamente alla discussione. Non serve altro per dimostrare il conflitto d’interesse palese della consigliera Cava. Conflitto d’interesse al centro delle nostre riflessioni che ci portano a chiedere le dimissioni immediate della consigliera da Presidente della II Commissione Permanente Bilancio».

«Ai membri del Laboratorio Civico diamo una sola risposta: l’oggetto della nostra critica politica non si riferisce all’esistenza o meno di quel debito, come di tutti gli altri portati fino ad ora in Consiglio. Quello che contestiamo e il ruolo esercitato dalla Cava quale Presidente della Commissione Bilancio, il suo esaminare dettagliatamente il pacchetto dei “debiti fuori bilancio e fuori piano” e, infine, l’aver sottratto da quel calderone l’unica pratica che la Cava non avrebbe mai e poi mai dovuto trattare, ovvero quella relativa al figlio».

«Come MoVimento 5 Stelle invochiamo come sempre massima trasparenza e correttezza istituzionale. E in questa occasione il Laboratorio civico, difendendo e negando il conflitto d’interesse, ha dimostrato di non averne», conclude Miceli.

IL LABORATORIO CIVICO DI RENDE. Il gruppo di maggioranza che sostiene il sindaco Marcello Manna aveva replicato al consigliere Miceli. «Vogliamo tranquillizzare il consigliere comunale Miceli del M5S sulla correttezza dell’iter amministrativo seguito, da questa maggioranza, sul riconoscimento debiti fuori bilancio e, in particolare, di quello che verrà discusso nel prossimo consiglio comunale.

Se, infatti, avesse letto attentamente gli atti messi a disposizione, invece di fare inutili e fantasiose strumentalizzazioni, avrebbe, forse, evitato di fare l’ennesimo scivolone su questioni amministrative che, a quanto pare, non gli sono particolarmente familiari, riportando notizie imprecise e fantomatici conflitti di interesse che, dall’esame dei verbali della commissione consiliare, nemmeno traspaiono.

La questione dei debiti fuori bilancio nel Comune di Rende è una cosa seria. L’accumulo di queste passività e dei disavanzi di amministrazione ha rischiato di far saltare il banco se non fosse intervenuto prima il Commissario Straordinario nel 2013 e poi questa maggioranza nel 2014, rimodulando il piano di riequilibrio finanziario. Grazie all’incisività politica e amministrativa è stato avviata una complessa azione di risanamento che ha comportato anche un’assunzione di responsabilità da parte del Governo e dell’Assemblea Consiliare nei confronti della Città.

Oggi, rispetto a quello che avevamo facilmente preventivato nel 2014, ci troviamo nelle fasi processuali conclusive di diversi contenziosi che avranno un’immediata ripercussione sulle finanze comunali per i danni, anche patrimoniali, che l’ente potrebbe essere chiamato a risarcire. Per fortuna una oculata e attenta gestione ha creato delle riserve di bilancio che ci permetteranno di far fronte a queste eventualità, senza intaccare la spesa corrente. E’ questo il caso del debito che ha suscitato tanta indignazione e clamore nel consigliere Miceli.

Dovremmo forse attendere una sentenza che ci vedrà condannare anche ai danni, come ci hanno spiegato il legale incaricato dall’ente e l’avvocatura comunale e lo stesso giudice che ha trattenuto la causa per la decisione (attesa per giugno) che, peraltro, ci hanno suggerito di arrivare ad una transazione, in modo da chiudere subito la partita pagando solo l’opera eseguita, evitando così di pagare, con i soldi dei cittadini, anche 50.000 euro di spese per interessi e risarcimenti vari? Oltre a questo non si evincono nemmeno conflitti di interesse visto che nei verbali delle sedute della Commissione Bilancio non risulta che il Consigliere comunale, cui Miceli fa riferimento, abbia mai preso parte o abbia partecipato alla discussione».

Il Laboratorio civico, inoltre, aveva posto al capogruppo grillino una serie di domande: «Perché il consigliere Miceli, che legge con molta attenzione gli atti sottoposti al Consiglio, al momento di esprimere il proprio voto si allontana dai banchi dell’Assise Cittadina, soprattutto su questioni di massima rilevanza per la città come la rende servizi e i debiti fuori bilancio? Per lui è preferibile aspettare la sentenza di condanna nei confronti dell’ente per 150.000 euro o chiudere stragiudizialmente la questione per poco meno di 100.00 euro, pagando solo i lavori eseguiti (peraltro ribassati dall’ufficio tecnico del 12%) invece che i danni? E’ più scandaloso un potenziale conflitto di interessi, peraltro nemmeno esistente, o un debito scaturito da un ordinanza di pubblica incolumità che diventa un debito fuori bilancio a fronte di lavori regolarmente eseguiti e per i quali rischiamo di pagare anche interessi di mora e risarcimento danni per una procedura contabile e amministrativa seguita in modo approssimativa nel 2009? Preferisce spulciare le parentele in anagrafe comunale o ricercare i responsabili di una situazione che stava quasi per portare al dissesto delle casse comunali? Questo debito e i relativi lavori sono stati ordinati da questa amministrazione o ce li siamo ritrovati (come tanti altri?). Noi ci interroghiamo su questo e aspettiamo dal Consigliere, se vuole, delle risposte sia come Laboratorio Civico che come cittadini rendesi».

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Redazione Cosenza Channel

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