Giudiziaria

LAQUEO | La Dda allarga l’inchiesta: stralciate quattro posizioni. E spuntano due nuovi indagati

Nonostante la Dda di Catanzaro abbia emesso l’avviso di conclusioni indagini, l’inchiesta denominata “Laqueo”, che a fine agosto del 2016 ha portato all’arresto di alcuni soggetti, sospettati di aver utilizzato il metodo mafioso per compiere varie attività illecite, dall’usura all’estorsione, prosegue su un altro fronte. Il pm Camillo Falvo, infatti, ha stralciato quattro posizioni. 

Si tratta di Francesco Modesto, attualmente in forza al Rende ed ex giocatore di Crotone, Cosenza, Reggina, Parma e Genoa, Gianfranco Bevilacqua, Domenico Fusinato ed Ermanna Costanzo, tutti e quattro raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare vergata dal gip Carlo Saverio Ferraro su richiesta del procuratore aggiunto della Dda Vincenzo Luberto e del sostituto procuratore Pierpaolo Bruni, che tra poche settimane si insedierà ufficialmente quale nuovo procuratore capo di Paola.

L’altra novità riguarda l’iscrizione nel registro degli indagati di altri due soggetti, William Sacco e Ariosto Francesco Mantuano – già condannato in via definitiva per la rapina al portavalori a Taverna di Montalto Uffugo – sospettati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Su di loro, secondo quanto risulta dagli atti d’indagine, gli investigatori avrebbero depositato delle nuove intercettazioni, risalenti agli anni 2013 e 2014. I due avrebbero chiesto la somma di 10mila euro a un imprenditore di Montalto Uffugo.

Tornando alle quattro posizioni stralciate, gli inquirenti ritengono di dover compiere ulteriori approfondimenti istruttori al fine di chiarire i fatti per come sono stati indicati nei vari capi d’accusa. Particolarmente interessante, a questo punto, è il caso di Modesto che il tribunale del Riesame ha inteso scarcerare su richiesta dei loro difensori, evidenziando la mancanza del elemento del dolo psicologico nella presunta condotta usuraia del calciatore.

Modesto, come si ricorderà, ha sempre denunciato di essere vittima di una truffa da parte del collaboratore di giustizia Roberto Violetta Calabrese che, a sua volta, nel corso di uno dei verbali resi alla Dda di Catanzaro ha riferito che Modesto prestò la somma di 30mila euro, con interessi usurai, a un imprenditore edile di Cosenza. Tesi accusatoria contestata e smontata dagli avvocati di fiducia che hanno sempre sostenuto l’assoluta inattendibilità del pentito nei riguardi del loro assistito. Quali saranno gli ulteriori approfondimenti investigativi non è dato saperlo e dunque non resta che attendere lo sviluppo della “nuova” indagine.

LE ALTRE POSIZIONI. Nell’avviso di conclusioni indagini figura anche Mario Mandoliti che nelle scorse settimane doveva essere giudicato dal tribunale di Cosenza in sede di giudizio abbreviato. Il gup Greco, però, ha trasmesso gli atti alla Dda di Catanzaro, come abbiamo raccontato all’esito dell’udienza presso il tribunale cosentino. (Antonio Alizzi)

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Redazione Cosenza Channel

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