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APOCALISSE | Indagini sul narcotraffico, parola alle difese

APOCALISSE | Indagini sul narcotraffico, parola alle difese

Si è celebrato questa mattina il controesame del maresciallo in servizio presso il Nucleo Investigativo di Cosenza che nella scorsa udienza ha ripercorso tutta la fase delle indagini che ha portato all’arresto di alcuni soggetti che, a vario titolo, sono accusati di associazione per delinquere dedita al narcotraffico.

E’ stata la volta, quindi, del collegio difensivo che ha incalzato di domande il testimone citato dalla pubblica accusa, rappresentata in udienza dal pubblico ministero Pierpaolo Bruni.

I difensori, relativamente ad ogni posizione processuale, hanno chiesto se vi fossero state dei sequestri personali ai soggetti oggi a giudizio e se in quel momento fossero stati rinvenuti strumenti per pesare le sostanze stupefacenti e altri attrezzi del “mestiere”. Sequestri personali di droga che non sono stati fatti.

L’attività di indagine, infatti, si basa molto sulle intercettazioni ambientali e telefoniche che hanno caratterizzato l’inchiesta “Apocalisse”, scattata dopo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Silvio Gioia al quale si aggiungono quelle di Luca Pellicori, da poche settimane muovo pentito della criminalità organizzata cosentina e attualmente uno degli imputati del processo che si svolge davanti al tribunale collegiale di Cosenza. Altro elemento è l’ingente quantitativo di droga sequestrato in via Pisani, nel quartiere di Serra Spiga.

Nel corso del controesame, inoltre, sono state poste delle domande riguardanti lo stato dei luoghi. Il militare dell’Arma ha dovuto ricostruire, quando lo ricordava, dove abitassero all’epoca gli indagati e in quali momenti erano stati intercettati. Nel caso di una stazione di servizio, nel controesame dell’avvocato Pino Perri, viene ripreso l’incontro ma non si capisce se vi sia stata un’effettiva cessione di droga. A tal proposito, sono state fatte delle domande circa la funzionalità degli strumenti di intercettazione, qualora in alcuni casi fosse stato possibile non riconoscere la voce che invece era stata attribuita al soggetto ascoltato dalla Dda di Catanzaro, come emerso nel controesame dell’avvocato Quintieri. In un caso ci sarebbe stata un’attribuzione errata relativa alla posizione di Giannone: avrebbe parlato un altro. Tra le utenze intercettate di Gaglianese è venuto fuori che una di esse non corrisponderebbe a quelle intestate all’imputato.

Nel tardo pomeriggio il processo è stato aggiornato al prossimo 18 maggio, quando saranno sentiti altri testi di polizia giudiziaria che hanno partecipato alle indagini.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Filippo Cinnante, Sergio Rotundo, Pierluigi Pugliese, Domenico Caputo, Gianpiero Calabrese, Pino Perri, Maurizio Nucci, Antonio Vanadia, Francesca Gallucci, Giuseppe Manna, Antonio Quintieri e Marcello Manna. (a. a.)

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