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Il Mendicino festeggia la salvezza. Il ds Dodaro: “Non è stato facile ma abbiamo scritto la storia”

Il Mendicino festeggia la salvezza. Il ds Dodaro: “Non è stato facile ma abbiamo scritto la storia”

“All’inizio abbiamo pagato l’impatto con la categoria e dopo 4 giornate la situazione sembrava drammatica. Ma non non mi sono mai abbattuto perchè conoscevo il valore della squadra. In due anni abbiamo fatto qualcosa mai realizzato prima”.

 

Poco più di un anno fa, festeggiava il suo primo campionato vinto ai playoff di Seconda Categoria da direttore sportivo della Pol. Mendicino 1969 ed oggi può nuovamente far festa per un altro obbiettivo, seppur diverso, centrato dalla sua squadra: la permanenza in Prima Categoria. Stefano Dodaro non è ne un mago, ne uno “special one”, è uno che ama fare calcio fatto solo di lavoro e sacrificio. “Sono stati due anni molto intensi ma alla fine il lavoro svolto ci ha meritamente ripagato”, esprime soddisfatto alla fine di questa stagione che ha visto il Mendicino conquistare la salvezza diretta evitando i tanti temuti playout. “L’inizio del campionato non è stato facile”, racconta Dodaro, “l’impatto con la categoria superiore è stato difficile perché la nostra squadra non aveva cambiato molto rispetto alla passata stagione, quindi siamo partiti con un gap da recuperare rispetto alle altre”. In effetti la regular season comincia male; i risultati positivi latitavano ed i malumori aumentavano, ma il Ds non si è mai perso d’animo. “Dopo le prima quattro gare, la situazione sembrava più che drammatica ma non mi sono mai perso d’animo perché conoscevo le qualità e la grande voglia di fare bene dei miei ragazzi, che con l’occasione ringrazio tutti indistintamente, e grazie al grande lavoro svolto dal mister Attilio Ghionna e dall’instancabile supporto del nostro Presidente tuttofare Francesco Lioi, siamo riusciti a ritrovare la retta via ed i risultati pian piano sono arrivati”.

Infatti da li a poco le cose sono cambiate ed il campionato ha preso una piega diversa, ma non è stato semplice, anche perché il Girone B è stato molto duro da affrontare. “Non è stato facile per diversi motivi”, ci spiega il dirigente orange, “il primo per motivi logistici, abbiamo affrontato trasferte infinite e chilometriche che sono state molto dispendiose sia come energie mentali e sia economicamente; la seconda per la qualità vista in campo. Oltre il Casabona che ha strameritato il campionato, ci sono state compagini che hanno davvero alzato la qualità tipo la sorpresa Petronà, il Comprensorio San Lucido Fiumefreddo, il Real Cerva, ed altre che però rispetto a queste citate prima pian piano si sono perse”. Alla fine è tempo di bilanci e programmi futuri in vista della nuova stagione e Dodaro non perde l’occasione anche per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. “Per il futuro è ancora troppo presto per parlare, ma come bilancio posso dire con grande orgoglio che è più che positivo. Abbiamo fatto quello che a Mendicino a nessuno mai era riuscito: vincere un campionato sul campo e mantenere la categoria l’anno successivo. Questi due importanti traguardi li dedico a chi non ha mai creduto in noi, perché così facendo hanno incrementato la nostra voglia di fare bene e di non mollare mai, ma soprattutto la dedico a chi ci è stato sempre vicino nel bene e nel male ed a Candido Greco, ex presidente del Mendicino e grandissimo tifoso scomparso anni fa.” Prima di congedarci, chiediamo al direttore sportivo del Mendicino un ricordo che porterà sempre con se di questo biennio. “La finale playoff contro il Bianchi sarà indelebile per me. Le tribune piene di tifosi, la gioia a fine gara e la sfilata con le auto nel paese è qualcosa che ripensandoci mi emoziona ancora. Li ho veramente capito che avevamo compiuto un’impresa sportiva di cui tutti andavano fieri”. (Alessandro Storino)

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