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Via Savoia, identificazione di massa. La forte denuncia di Prendocasa

Stamane gli agenti della polizia di Cosenza hanno sgomberato coloro i quali avevano occupato la sede abitativa di via Savoia, nel centro di Cosenza. 

Lo stabile di proprietà Aterp è stato occupato da 30 nuclei familiari, lo scorso 20 novembre, nel quale vi sono famiglie, donne incinte, bambini, migranti e italiani tutti «colpevoli di aver riqualificato un immobile abbandonato», afferma il comitato Prendocasa.

«Il pretesto del blitz, stando alle parole degli ispettori della Digos, sarebbe stato l’affissione all’esterno delle nostre occupazioni abitative dello striscione “Minniti assassino-Maguette vive!», sostengono gli occupanti.

Le forze dell’ordine, una volta giunti sul posto, hanno iniziato ad identificare tutti gli abitanti, bloccando le vie d’accesso dello stabile. «Ad azioni violente e intimidatorie, da parte degli agenti di polizia che si sono accaniti con ferocia sugli arredi dello stabile, è seguito il fermo di due occupanti, immediatamente rilasciati». Secondo gli occupanti, il decreto legge Minniti-Orlando «punisce i poveri» ed «alimenta la povertà». «Il clima di tensione che si vive nel paese, come ci dimostrano i recenti fatti di Milano e Roma, è arrivato anche a Cosenza».

«Questo è l’esordio del nuovo questore Conticchio, che nella sua prima conferenza stampa si dichiara difensore dei deboli per poi attenersi al solito iter: d’inverno nessuno tocca le occupazioni perché colmano le lacune istituzionali mentre d’estate è più facile mostrare il volto securitario, e nel nome della legalità, si lasciano per strada centinaia di persone. Ci sembra paradossale che in una delle città più corrotte d’Italia» continua la nota «il procuratore Mario Spagnuolo, invece di perseguire palazzinari e politici, che hanno reso Cosenza una giungla attacchi i poveri».

«Mentre Regione e Comune trovano l’accordo su grandi opere e nuove costruzioni, a pagare sono gli ultimi e così da domani tanti senza casa dell’occupazione di via Savoia saranno sotto sgombero. Pronti a resistere e continuare la nostra lotta consci che la soluzione non sono più denunce e polizia ma più case popolari e diritti per tutti e tutte. Se qualcuno pensa di poter criminalizzare e silenziare facilmente la nostra azione politica, si sbaglia. Risponderemo colpo su colpo per ristabilire la legittimità delle nostre rivendicazioni», conclude Prendocasa.

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