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La Calabria e il Giro d’Italia – la storia (I parte)

La Calabria e il Giro d’Italia – la storia (I parte)

La prima volta che il Giro d’Italia toccò la punta dello Stivale fu nel 1929 con la tappa Potenza-Cosenza. Si impose il leggendario Alfredo Binda, semplicemente il più forte.

La Calabria e il Giro d’Italia. La corsa rosa ha spesso e volentieri toccato la nostra regione nel corso della sua centenaria storia. Quest’anno infatti si corre l’edizione numero 100 del Giro e anche quest’anno vedremo due frazioni in terra calabrese: giorno 11 maggio si corre la Reggio Calabria-Terme Luigiane, il giorno successivo la Castrovillari-Alberobello. Ma è bene tornare indietro nel tempo per ricordare i grandi campioni che hanno percorso, a cavallo delle loro bici, le strade della Calabria, regalando grandi emozioni agli appassionati delle due ruote a pedali.

Immaginate ad esempio le difficoltà logistiche che una corsa di ciclismo poteva incontrare nel 1929. Fu proprio questo l’anno in cui per la prima volta il Giro d’Italia approdò in Calabria, con la tappa Potenza-Cosenza. Ad imporsi un grandissimo di questo sport, un vero e proprio mito come Alfredo Binda. Semplicemente il più forte, tant’è che in quella edizione vinse ben otto delle 14 tappe in programma, conquistando facilmente il trionfo. Dopo l’arrivo di Cosenza, la corsa rosa ripartì proprio dalla città bruzia il giorno successivo alla volta di Salerno. Anche in quella occasione vinse Binda. Il Giro d’Italia tornò in Calabria l’anno successivo, il 1930, edizione passata alla storia proprio per l’assenza di Binda. Considerata la sua impressionante superiorità, gli altri ciclisti minacciarono di non presentarsi al via. E così l’organizzazione decise di lasciare a casa Binda, pur pagandogli 22.500 lire, la somma che avrebbe vinto in caso di ennesimo trionfo rosa. Tornando alla corsa, il 22 maggio 1930 la Reggio Calabria-Catanzaro fu vinta da Marchisio, maglia rosa poi conservata anche nelle tappe successive, la Catanzaro-Cosenza (successo di Piemontesi) e la Cosenza-Salerno, stesso percorso dell’anno precedente.

Per rivedere il Giro in Calabria bisogna attendere la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’edizione del 1949: nella Villa San Giovanni-Cosenza si impone Guido De Santi, poi il giorno dopo ancora una volta si riparte dalla città dei Bruzi (e ancora alla volta di Salerno) e nell’albo d’oro c’è il “campionissimo” Fausto Coppi. Negli anni Cinquanta soltanto una volta il Giro invece tocca la nostra regione: nell’edizione del 1954 è prevista la partenza da Reggio Calabria e l’arrivo a Catanzaro. Vince Nino Defilippis e Giuseppe Minardi indossa la maglia rosa. Il giorno dopo la corsa a tappe lascerà la nostra regione e da Catanzaro si trasferirà a Bari. Negli anni Sessanta invece il Giro torna in Calabria nel 61′, con una tappa “nuova”, la Reggio Calabria-Cosenza. E’ la settima di quella edizione e a vincere è un nome importante, Antonio Suarez, che nell’occasione è anche maglia rosa. Il corridore spagnolo, che nel corso della sua carriera ha vinto anche una Vuelta nel 1959, aggiunge così un altro sigillo al suo palmarès. Il giorno dopo nuovo arrivederci del Giro alla Calabria con la frazione Cosenza-Taranto, vinta per la cronaca da Pier Van Est. Due arrivi di tappa caratterizzano l’edizione 1965: Brands si aggiudica la Maratea-Catanzaro, Adriano Durante la frazione tutta calabrese da Catanzaro a Reggio Calabria. Nel 1967 il copione è pressoché simile all’edizione del 1961. Si corre infatti la Reggio Calabria-Cosenza e questa volta a imporsi nella città dei Bruzi è Stablinski, con il Giro in ripartenza il giorno successivo verso Taranto. (fine prima parte)




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