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La Calabria e il Giro d’Italia – la storia (II parte)

La Calabria e il Giro d’Italia – la storia (II parte)

Negli anni ’70 e ’80 spesso e volentieri il Giro d’Italia fa tappa a Cosenza. Il protagonista assoluto fu il belga Roger De Vlaeminck che dimostro di avere un feeling particolare con la città bruzia.

Analizzata la corsa rosa nella nostra regione dai primi anni del ‘900 fino al post-guerra, è tempo di sottolineare come la presenza del Giro d’Italia in Calabria si ravvisi anche in tre edizioni degli anni Settanta. Montesano sulla Marcellana è un piccolo comune che si trova in Campania, in provincia di Salerno. E’ da lì che il Giro parte il 26 maggio del 1972 con destinazione Cosenza. E’ finita da tempo l’era dei grandi campioni, siamo lontani anni luce dai tempi di Coppi e Bartali. Nel ciclismo ci sono però nuovi assi. Uno di questi è Roger De Vlaeminck, corridore belga, adatto più che altro alle corse di un giorno (non a caso si è imposto in grandi classiche come la Milano-Sanremo o la Parigi-Roubaix): è lui ad imporsi sul traguardo di Cosenza e questo sarà soltanto uno dei suoi 255 trionfi, che lo rendono uno dei ciclisti più vincenti nella storia di questo sport. Il giorno dopo il Giro d’Italia si corre la Cosenza-Catanzaro. Vince Petterson, ma la notizia più importante è che a vestire la maglia rosa è Eddy Merckx. Uno che non ha bisogno di presentazioni. Nel 1972 il Giro in Calabria chiude la sua esperienza con la Catanzaro-Reggio, dove vince Benfatto.

La corsa rosa torna nella nostra regione nel 1975 con la Bari-Castrovillari e a vincere è ancora Roger De Vlaeminck. Poi il giorno dopo la carovana lascia la città del Pollino per approdare a Padula. L’anno dopo, nel 1976, Roger De Vlaeminck conquista un’altra vittoria in terra calabrese: il 25 maggio si aggiudica la Reggio Calabria-Cosenza e conferma così il suo feeling con la città bruzia, nella quale veste la maglia rosa. Il giorno successivo la corsa riparte da Cosenza verso Matera, con successo di De Muynck.

Costante la presenza del Giro in Calabria anche negli anni Ottanta. E’ il 1981 quando un altro big del ciclismo italiano, Moreno Argentin, si aggiudica la frazione da Sala Consilina a Cosenza. In rosa troviamo Giuseppe Saronni, che conserverà il simbolo del primato anche nella frazione successiva, la Cosenza-Reggio Calabria, frazione che si aggiudica invece Serge Parsani. L’anno dopo in Calabria il Giro prevede due arrivi di tappa. Nella settima frazione, quella da Castellamare di Stabia a Diamante, Moser si prende tutto: è primo al traguardo e veste anche la maglia rosa. Nei giorni successivi, dopo aver fatto visita in Sicilia, il Giro riparte da Palmi con arrivo a Camigliatello Silano. Il successo va a Becaas. Ci vorranno poi tre anni per rivedere la corsa a tappe nella nostra regione. Nel 1985 la frazione Matera-Crotone è di Rosola, quindi nella Crotone-Paola si impone Acacio da Silva. La corsa riparte dalla città di San Francesco alla volta di Salerno, dove invece vince Allocchio. Il Giro torna in Calabria l’anno dopo, quando nel 1986 Baronchelli prende tappa e maglia rosa aggiudicandosi la Villa San Giovanni-Nicotera. Il giorno successivo la corsa riparte dalla cittadina del vibonese per arrivare a Cosenza e al traguardo arriva per primo un grandissimo del ciclismo, l’americano Greg Lemond. Quindi la ripartenza, sempre dalla città dei bruzi, verso Potenza. Alla fine degli anni Ottanta è ancora Cosenza ad essere protagonista al Giro d’Italia. E’ il 1989 quando Rolf Jarmann si impone nella città bruzia, con Contini in rosa. Maglia conservata anche nella frazione successiva, un altro classico, da Cosenza a Potenza. Strade fatte e rifatte, vero, ma sempre con nuove emozioni e nuovi protagonisti. (fine seconda parte)




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