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Reginaldo avverte il Cosenza: «La Paganese non è una comparsa»

Reginaldo avverte il Cosenza: «La Paganese non è una comparsa»

Il centravanti brasiliano Reginaldo ha realizzato 11 gol in campionato ed ammette: «Con i Lupi all’andata abbiamo avuto tanti episodi a sfavore, mentre al ritorno siamo stati più fortunati».

Il Cosenza domenica sera dovrà guardarsi dalla punta di diamante della Paganese. Reginaldo, 34 primavere, ha realizzato undici centri e sta vivendo una sorta di seconda giovinezza in Campania. «Ci ricordiamo come abbiamo giocato con loro in campionato – ha sottolineato ieri in conferenza stampa – e ci teniamo a fare ben. Avere soltanto la vittoria a disposizione, per noi è un fatto importante se lo sappiamo sfruttare. Loro non giocano sulla difensiva, sono forti davanti e in contropiede. La nostra mentalità è sempre stata quella di giocarcela».

Reginaldo rivendica un ruolo importante per gli azzurrostellati in campionato: «Io sono sempre stato consapevole della squadra che avevamo e ho sempre detto che saremmo arrivati ai play-off, così come sono consapevole che all’andata abbiamo avuto tanti episodi a sfavore, mentre al ritorno siamo stati più fortunati. Il calcio è fatto così: se nel girone di andata fosse girata come al ritorno non saremmo finiti ottavi, ma quinti. Non abbiamo raccolto ciò che avremmo potuto raccogliere».

Reginaldo traccia anche un bilancio personale: «Nessuno ha dimostrato per me l’interesse che ha dimostrato la Paganese, nonostante abbia parlato con tante squadre. Qui potevo tornare a giocarmela, allenarmi, facendo le cose tranquillamente e con serenità. Dopo due anni, questa è stata per me la gioia più bella. La Paganese non è arrivata ai play-off per fare la comparsa. Noi giocheremo col Cosenza e cercheremo di vincere. Alla fine vi dirò tutte le parole che sento dentro, ma solo alla fine. La Paganese mi ha fatto rinascere: sono tornato un ragazzino di 13 anni, sento cose che neanche sentivo quando ero in B o addirittura in A. Tre o quattro mesi fa facevamo tutti i lunedì riunione perché le cose non andavano bene, ma io e i più esperti – Pestrin, Marruocco e Alcibiade – ci abbiamo sempre creduto. Di certo è che noi potevamo parlare, ma se i ragazzi non avevano fame e voglia le parole non sarebbero servite a nulla. Nel calcio vince solo chi ha fame».

Ma che valore avrà la partita di domenica per Reginaldo? «Un valore immenso, per me è un’allegria immensa – chiude l’attaccante brasiliano – Io voglio arrivare fino alla fine, l’ho detto anche a mia moglie. Non so se l’anno prossimo giocherò, avrò 34 anni e dovremo tenere conto della regola degli over, io quest’anno devo dare tutto. Non vedo comunque altri club: a gennaio ho avuto l’occasione per andare via, ma non sono andato. Se potrò restare, resterò».

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