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Sfruttamento degli immigrati in Sila, revocate altre tre misure cautelari

Sfruttamento degli immigrati in Sila, revocate altre tre misure cautelari

Continua a cambiare il quadro cautelare dell’inchiesta sul presunto sfruttamento degli immigrati in Sila. Stavolta il gip Carpino, all’esito dell’interrogatorio di garanzia, ha revocato la misura cautelare dell’obbligo di dimora a tre persone raggiunte nella scorsa settimana dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere. 

Si tratta di Giuseppe Gabriele (difeso dagli avvocati Andrea Onofrio e Gianluca Serravalle), Giorgio Gabriele (difeso dagli avvocati Andrea Onofrio e Gianluca Serravalle) e Salvatore Perrone (difeso dall’avvocato Andrea Onofrio), che nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari di Cosenza hanno prodotto, attraverso i rispettivi avvocati di fiducia, una serie di documenti che hanno stravolto la loro posizione indiziaria.

Nel provvedimento si fa riferimento al fatto che, grazie ai chiarimenti avuti durante l’interrogatorio, è emerso che alcuni degli immigrati erano stati assunti. Inoltre gli indagati non sono titolari delle aziende coinvolte ma semplici lavoratori dipendenti. Motivo per il quale le esigenze cautelari sono scemate in maniera significativa.

Permane invece l’obbligo di dimora nei confronti di Renato Gabriele e Vincenzo Perrone, difesi dall’avvocato Andrea Onofrio.

Nei giorni scorsi erano stati concessi i domiciliari a Vittorio Imbrogno. (a. a.)

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