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SISTEMA RENDE | Ecco chi ha scelto il rito abbreviato. Richieste rinviate di pochi giorni

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E’ ripresa l’udienza preliminare del processo “Sistema Rende”, l’inchiesta antimafia della Dda di Catanzaro sulle presunte infiltrazioni mafiose nel comune di Rende di alcuni esponenti del clan Lanzino. Questa mattina il pubblico ministero Pierpaolo Bruni, intorno a mezzogiorno, ha iniziato la sua discussione che proseguirà martedì prossimo.

La pubblica accusa ha ricostruito le risultanze investigative condotte dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Cosenza, nel corso delle quali sarebbero emerse le condotte illecite dell’ex assessore regionale Sandro Principe, all’epoca dei fati contestati sindaco di Rende e consigliere di maggioranza nel periodo in cui era stato eletto Cavalcanti. Il pm Bruni ha fatto rifermento anche alla sentenza della Cassazione sul ricorso presentato dall’avvocato Cesare Badolato, difensore di D’Ambrosio.

Nell’inchiesta figurano anche altri politici rendesi, vale a dire Umberto Bernaudo, Pietro Ruffolo, Rosario Mirabelli e Giuseppe Gagliardi, mentre gli esponenti del clan “Lanzino” di Cosenza coinvolti nell’indagine sono Adolfo D’Ambrosio, Michele Di Puppo, Umberto Di Puppo e Francesco Patitucci. Vi è pure Marco Paolo Lento, inquadrato come il “factotum” di Mirabelli.

Cristallizzato il quadro di coloro i quali intendono farsi giudicare col rito ordinario e in abbreviato. Hanno scelto un rito alternativo Adolfo D’Ambrosio, Francesco Patitucci, Michele e Umberto Di Puppo, Rosario Mirabelli e Marco Paolo Lento. Rischiano il processo, o eventualmente il proscioglimento, Principe, Bernaudo, Ruffolo e Gagliardi.

L’udienza preliminare riprenderà martedì prossimo quando la pubblica accusa terminerà con le richieste al gup Distrettuale di Catanzaro. Il comune di Rende finora non si è costituito parte civile. 

LE INDAGINI. Rispetto all’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Distrettuale Carlo Saverio Ferraro, «l’azione penale non sarà esercitata per gli episodi relativi alle competizioni elettorali del 1999, del 2004 e 2006» perché i presunti reati sarebbero già prescritti, per cui sono rimasti al vaglio degli inquirenti e dei giudici solo le elezioni provinciali del 2009 e le regionali del 2010.

Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Franz Caruso, Francesco Tenuta, Cesare Badolato, Franco Sammarco, Paolo Pisani, Gianluca Garritano, Marco Amantea, Francesco Calabrò, Giancarlo Pittelli, Giovanni Merante, Luigi Gullo, Laura Gaetano e Giuseppe Manna. (a. a.)

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