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Carlo Guccione non ha dubbi: «Una commissione d’inchiesta sulla Sorical»

Carlo Guccione non ha dubbi: «Una commissione d’inchiesta sulla Sorical»

L’approvazione della proposta di legge regionale, durante il Consiglio di ieri, in materia di “Disposizioni per l’organizzazione del servizio idrico integrato” – dopo un dibattito serrato che ha portato alla sospensione dei lavori dell’aula, al termine della quale si è arrivati a un dispositivo legislativo ampiamente condiviso – rappresenta un primo passo affinché si possa porre fine a un disastro nella gestione dell’acqua in Calabria. E sancisce il principio dell’acqua pubblica. 

Era stata l’Autorità nazionale per l’energia elettrica, gas e sistema idrico a sottolineare, nella sua relazione, l’immobilismo, la criticità e l’inerzia della Regione Calabria. Una relazione che, di fatto, era il preludio di un ennesimo commissariamento». E’ quanto ha sostenuto Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito Democratico.

«Come ho avuto modo di dire – ha affermato Guccione – nel mio intervento in consiglio, non si può mettere una pietra tombale su quello che è stato fatto in Calabria in questi ultimi anni in relazione a questo settore e sul ruolo recitato dalla Sorical.

Fino ad oggi l’assetto del sistema idrico integrato in Calabria ha prodotto e produce un grave e strutturale deficit economico per gli enti locali.

L’efficienza della rete calabrese non ha subito miglioramenti e, addirittura, dalla nascita di Sorical risulta inferiore alla media nazionale.  In questi anni in Calabria è stato fatto un vero e proprio “buco nell’acqua”.

I cittadini non possono pagare per le conseguenze che la messa in liquidazione di Sorical ha portato a galla. E non devono pagare per l’ingente massa debitoria accumulata.

Deve finire quel meccanismo infernale grazie al quale sono sempre i privati ad accumulare gli utili mentre a sopportare i debiti è il pubblico e quindi i cittadini». 

«Ho chiesto – ha sottolineato Carlo Guccione – in consiglio regionale l’istituzione di una Commissione di inchiesta sul sistema idrico integrato in Calabria e sulle attività di Sorical così come abbiamo fatto come Partito democratico già nella passata legislatura. Sbaglia chi pensa che si possa far ripartire il sistema idrico integrato in Calabria senza fare i conti con gli errori del passato.

Ho chiesto, altresì, un consiglio regionale ad hoc ed ho apprezzato che il presidente della Regione Calabria abbia annunciato un’assise per consentire all’Aula, attraverso una relazione circostanziata su Sorical e quello che è accaduto in questi anni nel sistema idrico integrato, di avere la maggiore conoscenza possibile sull’argomento».

«Ancora oggi – ha aggiunto Carlo Guccione – in questo settore la Calabria accumula ritardi e inefficienze. Come succede nel caso delle opere e degli interventi per le reti idriche di distribuzione urbana, per la manutenzione ordinaria e la riduzione delle perdite delle cinque città capoluogo di provincia della nostra regione. Fondi stanziati con il Fesr 2007/2013 per un importo di circa 30 milioni di euro e che ancora ad oggi non si sono trasformati in cantieri». 

«La Giunta regionale – spiega Carlo Guccione – oggi è chiamata al delicato compito di traghettare poteri e competenze, così come prescrive la legge, all’Aic (Autorità idrica calabrese) di cui fanno parte i Comuni e a cui spetta la funzione di organizzazione e controllo sulle attività di gestione del servizio idrico integrato.

E ha la responsabilità di favorire il decollo della riforma e di lavorare affinché la gestione sia affidata a un soggetto pubblico così come ha sancito il Referendum.

La Regione Calabria non può dimenticare di essere proprietaria del sistema infrastrutturale oggi concesso a Sorical fino al 2034, delle dighe, dei potabilizzatori, di 6mila chilometri di condotte e di 900 serbatoi che provengono dalla vecchia Cassa del Mezzogiorno».

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