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Operazione Jonny, don Scordio e Sacco davanti al gip: «Estranei alle accuse»

Operazione Jonny, don Scordio e Sacco davanti al gip: «Estranei alle accuse»

«Mai avuto alcun rapporto con la criminalità organizzata». E’ quanto ha dichiarato don Edoardo Scordio, ormai ex parroco di Isola Capo Rizzuto, coinvolto nell’operazione Jonny con l’accusa di associazione mafiosa, malversazione e truffa allo Stato, al giudice delle indagini preliminari Abigail Mellace che lo ha interrogato oggi al palazzo di giustizia di Crotone.

Gli avvocati Francesco Verri e Giancarlo Pittelli riferiscono che don Scordio ha risposto alle domande sottolineando di essere estraneo alla gestione del Cara e per questo di non poter rispondere delle contestazioni che gli sono mosse su questa vicenda.

A proposito dei 132 mila euro ricevuti per svolgere “assistenza spirituale agli immigrati” per conto della Misericordia, il sacerdote ha detto che quei soldi sono serviti per effettuare decine di lavori nella parrocchia tra cui anche la sistemazione di 8 chiese, secondo quanto previsto da una convenzione tra due enti privati, la Misericordia e la Parrocchia.

Il parroco, inoltre, è accusato di aver riciclato denaro in Svizzera con la complicità di un suo familiare.

I difensori hanno chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere o in subordine gli arresti domiciliari.

PARLA SACCO. «Leonardo Sacco ha fornito la sua versione dei fatti precisando di non essere riuscito a leggere tutto il provvedimento. Ha escluso qualunque ipotesi di appartenenza e complicità con la criminalità ed ha chiarito di aver intrattenuto rapporti leciti ed autorizzati con tutti i fornitori». Lo comunicano i due difensori, gli avvocati Giancarlo Pittelli e Francesco Verri, che hanno riferito inoltre che l’ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, detenuto da lunedì scorso nel carcere di Vibo Valentia con l’accusa di associazione mafiosa, è molto provato.

Stamane, Sacco è stato interrogato al palazzo di giustizia di Crotone dal giudice delle indagini preliminari Abigail Mellace, chiamata a convalidare il provvedimento di fermo emesso dalla Dda nei confronti di Sacco, del parroco don Edoardo Scordio ed altre 66 persone.

Sacco ha spiegato di aver fatto tutto «alla luce del sole, tutto tracciato e ricostruibile, non ci sono appropriazioni di fondi da parte di alcuno».

La maggior parte degli indagati, interrogati oggi dal gip, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La decisione sarebbe scaturita dal fatto che alcuni di essi non sono riusciti a leggere tutto il provvedimento, che è composto da 2130 pagine.

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