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«Gesto crudele», l’accusa chiede un anno e 4 mesi per i torturatori del cane Angelo

«Gesto crudele», l’accusa chiede un anno e 4 mesi per i torturatori del cane Angelo

Questa la richiesta per i quattro giovani di Sangineto, accusati di aver ucciso e seviziato brutalmente il cane Angelo. La sentenza è stata rinviata al prossimo 26 maggio. Escluse alcune associazioni animaliste che avevano chiesto di costituirsi parte civile.

Un anno e 4 mesi di carcere ciascuno è la richiesta di pena invocata, durante la propria requisitoria, dal pubblico ministero di Paola, Maurizio De Franchis, per i quattro giovani di Sangineto, accusati di aver ucciso e seviziato brutalmente il cane randagio soprannominato “Angelo”.

Alla sbarra ci sono Nicolas Fusaro, Giuseppe Liparoto – entrambi avevano chiesto la “messa alla prova” – e i fratelli Francesco e Luca Bonamata accusati del reato di “uccisione di animali”. Al giudice monocratico di Paola, Alfredo Cosenza, il magistrato De Franchis ha illustrato tutta la genesi dell’indagine compiuta dai carabinieri e ha usato parole molto “dure” per gli imputati.

L’accusa ha infatti definito il loro un “gesto crudele” e sottolineato come l’uccisione dell’animale non era neanche “necessaria” in quanto, stando alle carte dell’inchiesta, il cane non era risultato essere pericoloso per nessuno.

Al termine della camera di consiglio, il giudice ha ammesso circa una trentina, escludendone altre dieci, di associazioni animaliste e rigettando la “messa alla prova”. La morte del cane Angelo ha mobilitato l’opinione pubblica nazionale. A Paola infatti sono arrivati tanti attivisti per rivendicare i diritti degli animali e chiedere una giusta e severa condanna per i quattro giovani della provincia cosentina. Il fatto, avvenuto a Sangineto, risale al 21 giugno dello scorso anno. La sentenza è attesa per il 26 maggio. (a. a.)

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