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Blondett: «Cosenza vive di emozioni vere. Che bello il ritrovato entusiasmo»

Blondett: «Cosenza vive di emozioni vere. Che bello il ritrovato entusiasmo»

Il difensore rossoblù Edoardo Blondett smorza l’argomento mercato: «E’ vero, ho pensato che potrebbero essere le ultime quattro gare in rossoblù. Ma siamo concentrati sull’obiettivo».

Rischiano di essere le ultime quattro partite in rossoblù di Edoardo Blondett. Il difensore scuola Samp, giunto a Cosenza nel 2013, insieme ad altri elementi della vecchia guardia è a scadenza di contratto. Radio mercato, anche in pieno clima playoff, segnala come la sua permanenza al Marulla sia difficile. A differenza di Tedeschi, però, ha conservato la maglia da titolare dopo il rientro di Pinna. «Lo ammetto: ho pensato al fatto che potrebbero essere le ultime quattro gare con i Lupi. E’ vero che non si è parlato più del mio futuro, ma l’ho voluto io perché mi sono concentrato soltanto sull’obiettivo Serie B. Poi ci sederemo al tavolo con tutta la tranquillità del mondo e vedremo se il matrimonio potrà continuare».

Nell’ultima gara a Matera se l’è vista contro una prima punta atipica: Carretta. A Pordenone gli toccherà un vecchio volpone della categoria che ha vissuto una delle sue migliori stagioni di sempre. Rachid Arma era il sogno proibito di Ciccio Marino nell’estate del 2013: troppo fuori budget per portarlo in Calabria. «Sono davvero agli antipodi – dice Blondett – Carretta, per come gioca il Matera, è l’ideale perché attacca gli spazi e va in profondità. Arma è uomo da area di rigore, dificile da marcare. Chiunque dovrà tenerlo a bada di noi affronterà la sfida nel modo giusto: attenzione massima sui cross e sulle palle vaganti. Ultimamente, tuttavia, a farci gol si fa fatica».

A parte i derby col Catanzaro, è stata una stagione molto fredda per ciò che concerne il rapporto squadra-tifosi. Il discorso si è clamorosamente capovolto con l’inizio della post-season. Presenze in crescita allo stadio e sostegno massiccio in trasferta domenica sera. «Cosenza vive di emozioni vere, ormai l’ho capito – chiude Blondett – Quando abbiamo vissuto alti e bassi la piazza giustamente ha storto il naso. Ci è bastato poco però accendere la fiammella. Al di là dei risultati abbiamo dimostrato di voler credere in qualcosa di grande e l’aver ricreato entusiasmo sarà fondamentale nel match di ritorno. Pordenone non fa un gran rumore come nome, ma sappiamo essere una società molto organizzata e che vanta una rosa importante. Giocheremo in trasferta con la consapevolezza di dover offrire la stessa prestazione delle prime due uscite di playoff».

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