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MATER | Il pm Cozzolino chiude l’inchiesta sullo spaccio di droga a Cosenza

MATER | Il pm Cozzolino chiude l’inchiesta sullo spaccio di droga a Cosenza

Il pubblico ministero Giuseppe Cozzolino nei giorni scorsi ha chiuso le indagini che riguardano l’inchiesta, denominata “Mater”, sul presunto giro di spaccio a Cosenza, che di recente aveva permesso di sgominare tantissimi “pusher” coinvolti nelle risultanze investigative condotte dai carabinieri della Compagnia di Cosenza.

Le indagini dei carabinieri della stazione di Cosenza Nord, diretta dal luogotenente Francesco Parisi, sono partite dalle dichiarazioni rese dalla madre di Driss Riad, che aveva denunciato il proprio figlio figlio perché implicato da tempo nello spaccio di droga a Cosenza, gestito da persone che in precedenza avrebbero anche minacciato il ragazzo.

I primi passi investigativi, secondo quanto si legge nell’ordinanza del gip Ferrucci, avevano dimostrato – un «vorticoso smercio di sostanze stupefacenti», monitorato con pedinamenti e servizi di osservazione che hanno consentito ai carabinieri di Cosenza di acquisire ulteriori elementi indiziari riguardanti la presunta attività di spaccio.

Rischiano, dunque, il processo Driss Riad, Stefano Giannini, Giuseppe Ianni, Carlo Spadafora, Michele Bennardo, Francesco Longobucco, Riccardo Gaglianese, Carlo Bruno, Giuseppe Gozzi, Alberto Novello, Antonio Cariati, Mirko Capizzano, Francesco Spina, Aniello De Maio, Vincenzo Iulianelli, Giuseppe Cofone, Salvatore Calandrino, Walter Filice, Simone Gerace, Denny Romano, Francesco Mazzei, Egidio Cino, Antonio Andali, Marco Perna, Ernesto Mele, Gianluca Fantasia, Donovan Falbo, Vincenzo Laurato, Andrea Vittorio, Gianluca Polillo, Andrea Stavale, Luigi Storino, Antonio Pellegrino, Christian Pati, Enzo Bertocco, Denis Pati, Francesco Angelo Bartolomeo, Gabriele Pati, Salvatore Pati, Francesco Mosciaro, Francesco Lo Polito, Francesco Veltri, Salvatore Pati (detto tuturi), Massimiliano Lo Polito, Agostino Ritacco e William Zupo.

Nell’avviso di conclusioni indagini manca il nome di Alfonsino Falbo che per errore di trascrizione, secondo quanto si apprende da ambienti investigativi, non è stato inserito. A Falbo, dunque, il 415bis dovrà essere notificato di nuovo.

Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Angelo Pugliese, Raffaele Brunetti, Eugenio Caruso, Antonio Ingrosso, Antonio Quintieri, Gianluca Garritano, Pino Perri, Emanuela Capparelli, Paolo Pisani, Giampiero Calabrese, Gianluca Caruso, Maurizio Nucci, Antonio Sanvito, Cristian Bilotta, Francesco Cappuccio, Domenico Caputo, Francesco Cribari, Ornella Nucci, Cesare Badolato, Cristian Cristiano, Fiorella Bozzarello, Ugo Ledonne, Aurelio Sicilia, Mario Stella, Giuseppe De Marco, Celeste Parisella, Alfonso Cassiano, Antonio Aloe e Giovanni Mazzei. (a. a.)

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