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Analisi tattica: pubblico strepitoso e un cuore grande non sono bastati

Analisi tattica: pubblico strepitoso e un cuore grande non sono bastati

Il Pordenone ha difeso in maniera idonea seppur il Cosenza ha avuto le occasioni per passare in vantaggio. Con Baclet sarebbe stata, probabilmente, una gara diversa.   

 

Uno strepitoso PUBBLICO e un grande cuore non sono bastati al Cosenza per superare un coriaceo Pordenone.

De Angelis opta per un 4-3-3 e rispolvera capitan Caccetta oltre a Letizia e D’Orazio. Di contro Tedino inizia con un “falso” 3-4-3 che dopo due minuti diventa un 4-4-1-1 continuando a variare modulo e uomini nel corso della gara.

Se mi dovessi soffermare sui 93’ disputati ieri sera non avrei dubbi nel dire che il Cosenza avrebbe strameritato di andare a Firenze. Purtroppo abbiamo assistito ad una gara di ritorno figlia inevitabilmente del risultato dell’andata e che ha consentito al Pordenone di preparare una partita di difesa e di attesa mentre al Cosenza “l’obbligo” di dover fare la partita e l’ansia di doverla sbloccare senza subire. Né più né meno di quello che fu a parti invertite in Matera-Cosenza. Mi verrebbe da dire e da chiedere “ma quanto ci è costato o è stato determinante l’infortunio del povero Baclet?”. Vero che, con i se e con i ma non si cambia nulla, ma sinceramente penso che sia stato più determinante nella non vittoria di ieri che nella non sconfitta di mercoledì. Il perché sta nel fatto che in Friuli, il gol nei minuti finali, ha lasciato l’amaro in bocca seppur i padroni di casa ci erano andati vicino più volte. Ieri sera, alla luce di ciò che si è visto in campo, sarebbe servito un centravanti d’area più abile nel gioco aereo e più forte fisicamente. Quindi Baclet!

I lupi sono partiti subito forti spingendo tanto e dando pressione ad un avversario che è sembrato frastornato da un cotanto pubblico…quasi intimorito.

Tedino (allenatore ospite) dopo 2’ risponde all’inatteso modulo del Cosenza spostando Misuraca alle spalle di Arma e abbassando Semenzato sulla linea difensiva così da trasformare il suo 3-4-3 o 5-4-1 in 4-4-1-1 prima e 4-5-1 poi (con lo stesso Misuraca ad agire da interno destro). Non so se tutto questo abbia determinato per la prima mezzora zero tiri in porta da parte di entrambe ma sicuramente va dato merito ai padroni di casa di aver sempre attaccato con giudizio e agli ospiti di non aver mai perso la bussola ed essersi difesi con ordine sotto le direttive del capitano Stefani che si è dimostrato vero leader fino al 93′. Nel Cosenza da evidenziare l’ottimo movimento senza palla di Mendicino sempre abile nel venire incontro e/o attaccare la profondità con i tempi e i modi giusti. Peccato solo che ciò avveniva fuori i pali della porta. Si è notato altresì la voglia e la volontà delle 2 mezze ali (Calamai e Caccetta) di far male con i loro inserimenti senza palla a scavalcare la linea difensiva ospite. La sostituzione di Arma al 42’ del primo tempo con un più combattivo Padovan ha tolto ai neroverdi il loro unico punto di riferimento.

Il primo tempo si è concluso con l’occasione di Letizia (rigore?) ma che ha generato un grande e continuo possesso palla dei padroni di casa che hanno cercato in tutti i modi di scardinare la difesa ospite a cui va dato il merito, ribadisco, di non essersi mai disunita e non aver commesso errori a livello individuale.

Il secondo tempo è iniziato sulla stessa lunghezza d’onda del primo con i Lupi che dimostrano una voglia matta di voler regalare un sogno alla loro tifoseria ma che probabilmente li ha limitati nella lucidità di manovra e nelle scelte in alcune circostanza dove precipitazione e “piede” non gli hanno consentito un finale migliore.

Il Pordenone in fase di possesso dava l’impressione di impensierire i padroni di casa solo quando attaccava (in 2-3 occasioni) dalla destra dove agivano Cattaneo e Misuraca giocatori che insieme al capitano e ai due centrocampisti centrali (Burrai e Suciu) costituiscono l’anima della squadra. Ripresa sicuramente più vivace e più aperta con le squadre pronte a ripartire ogni qualvolta riconquistavano palla.

Cavallaro prima e Mungo poi per Statella e Calamai sono state le scelte del tecnico rossoblu per “aprire” la minutissima difesa ospite ma che ha trovato soluzioni solo per vie esterne e quasi mai centralmente (per merito e volontà in primis degli ospiti che probabilmente hanno lasciato ai Lupi sfogo sull’esterno e quindi il cross come unica possibilità sapendo di poter contrapporre una adeguata difesa). Ed ecco spiegato perché Baclet sarebbe stato utile più che in altre circostanze.

È pur vero che le occasioni più rilevanti per il Cosenza sono state su due colpi di testa: uno di Mendicino su cross dalla sinistra di D’Orazio; poi Caccetta su angolo battuto dalla destra da Mungo.

Il Cosenza ha anche tentato la soluzione a scavalcare l’attenta ma statica linea difensiva ospite ma in questo caso è mancato il “piede educato”.

L’ingresso di Mungo ha portato Letizia ad agire alle spalle di Mendicino, almeno nelle intenzioni. Perché, forse complice la stanchezza, ritengo che Letizia si sia schiacciato troppo sulla linea difensiva ospite per finire con l’essere innocuo. Altra soluzione provata con insistenza è stato Cavallaro, cercato anche con pericolosi ma riusciti cambi gioco, al fine di creare superiorità o nell’uno contro uno o con l aiuto di D’Orazio sempre pronto ad andare in sovrapposizione al compagno.

Al 40′ Tedino inserisce Parodi un classe ‘97 in sostituzione di Cattaneo ma ad agire da quarto di difesa con Semenzato più avanti con il chiaro intento di portare il risultato a casa.

Negli ultimi minuti si è assistito al classico lancio “in the box” dove ha primeggiato o giganteggiato appunto il loro capitano Stefani nonostante l’avanzamento dei nostri difensori.

E se ci fosse stato Baclet sarebbe stato lo stesso?

Al termine dei 180’ complimenti al Pordenone per la qualificazione e onore al Cosenza per aver tentato con cuore, grinta e volontà di passare il turno.

Ad oggi Cosenza ha ancora un unico e solo protagonista pronto per categorie superiori ed è la sua TIFOSERIA.

Gianluca Gagliardi*

 

 

*Allenatore ex Cosenza, Triestina

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