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Cosenza, l’ultimo atto della vecchia guardia

Cosenza, l’ultimo atto della vecchia guardia

Sei calciatori, anche col contratto non in scadenza, sono finiti spesso nel mirino della critica. Giugno potrebbe essere l’ultimo mese in rossoblù per molti di loro. 

Con il mese di giugno, l’eliminazione dai playoff e la scelta del nuovo ds è iniziato l’ultimo atto della storia recente del Cosenza Calcio. La vecchia guardia, vale a dire il nugolo di calciatori che in Lega Pro ha dato tutto alla causa rossoblù, vivrà probabilmente gli scampoli conclusivi della propria esperienza al Marulla. Rischiano tutti, anche chi ha il contratto, perché l’idea diffusa in società è chiara: voltare pagina.

La stagione per larghi tratti è stata deludente, ma ha vissuto momenti di orgoglio e intensissimi nella post-season: l’analisi finale fatta da Guarascio terrà ovviamente conto anche di quei sentimenti. Per un uomo di larghe vedute sociali e apprezzabile nei modi, ma democristiano nel relazionarsi al pubblico quando c’è da esporsi in prima persona, non dovrà essere stato un campionato semplice. Ieri è stato in Lega a Firenze per una riunione, da oggi cercherà di far parlare i fatti.

Innanzitutto il direttore sportivo. Valoti ha salutato ed ha lasciato il patron con garbo: è l’unico ds a cui in futuro non verrebbero chiuse le porte ad un clamoroso ritorno. Nonostante qualche rimostranza legittima e fisiologica, la scelta del suo successore vive attimi di riflessione estremi. Non si andrà oltre questa settimana per l’annuncio ufficiale.

Dicevamo della vecchia guardia. In scadenza ci sono Luca Tedeschi (‘87), Edoardo Blondett (‘92) e Cristian Caccetta (‘86), vantano un accordo fino a giugno 2018 invece Angelo Corsi (‘89), Marco Criaco (‘91) e Giuseppe Statella (‘88). In comune hanno i fischi ricevuti dal pubblico del Marulla nell’arco della stagione, talvolta indirizzati perfino ad uno come Statella che ha realizzato tredici gol nella sua miglior annata di sempre. Le valutazioni della società riguardano tutti e sei, oltre che il resto dello spogliatoio naturalmente. Più in generale, davvero pochi elementi faranno parte del nuovo corso.

Ristringendo il campo agli atleti sopracitati, sul piatto della bilancia ci sono qualcosa come 516 presenze complessive tra campionato e playoff con la maglia del Cosenza e 41 centri: niente male. Con nessuno si arriverà ad una rottura forzata, tanto che chi ha il contratto non è da escludere possa restare. E’ una questione di logorio mentale, assolutamente naturale quando per tanto tempo si milita nella stessa squadra. Chiunque ha dato tantissimo alla causa, spesso fino all’ultimo goccia di sudore, ma arriva il momento in cui cambiare aria diventa quasi conseguenza di un percorso comune. Il rendimento altalenante va letto da questa angolazione, sottolineando come sia probabile che a margine di un eventuale trasferimento a luglio la sterzata potrebbe essere netta. La si potrebbe provare a dare anche al Marulla, ma deciderà il direttore sportivo nuovo. Fosse per Guarascio il dado sarebbe già tratto. (Antonio Clausi)

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