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Calabro: «Vi dico io chi è Trinchera. Ero pronto a seguirlo a Cosenza…»

Calabro: «Vi dico io chi è Trinchera. Ero pronto a seguirlo a Cosenza…»

L’ex allenatore della Virtus Francavilla occuperà la panchina del Carpi e parla del direttore sportivo con cui ha condiviso una stagione da urlo. «Trinchera è un grande conoscitore di calcio».

Antonio Calabro e Stefano Trinchera fino a qualche giorno fa erano una delle coppie più invidiate dell’intera Lega Pro. L’uno è finito al Carpi («ho raggiunto ieri l’accordo per la panchina»), l’altro è il nuovo direttore sportivo del Cosenza. In attesa che venga presentato a stampa e tifosi il primo luglio, ci pensa il suo vecchio allenatore a descriverlo in maniera minuziosa, sottolineando che non avrebbe esitato a seguirlo per il calore dei tifosi dei Lupi.

Calabro e Trinchera si dividono, nessuno l’avrebbe mai detto…
«A livello affettivo e di amicizia non ci dividerà niente e nessuno. A livello lavorativo, invece, abbiamo delle carriere davanti e siamo ancora giovani. Sapevamo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento».

In tandem avete scritto pagine importanti per la Virtus Francavilla e siete cresciuti molto. Chi ha dato di più a chi?
«Ci siamo dati tanto a vicenda, ma posso parlare soltanto di quello che lui ha dato al sottoscritto. Mi ha supportato e migliorato in ogni momento, specialmente in quelli difficili».

Cosa potrà dare Trinchera al Cosenza?
«Metterà a disposizione quella che è la sua caratteristica migliore: una professionalità estrema. Lo apprezzerete per una profonda conoscenza del mondo del calcio e per la serietà che non lo abbandona mai. Ha operato benissimo, per un allenatore è l’ideale visto che va alla ricerca di ciò che chiede il tecnico».

Che tipo di direttore sportivo è?
«Non lascia nulla al caso, gestisce tutto con molta oculatezza senza mai apparire sulla stampa e sui social: reputo questo aspetto l’arma migliore in suo possesso. Nello spogliatoio, tuttavia, è presente sempre. Anche quando non lo è fisicamente».

Per Trinchera, dopo Lecce, un’altra grande occasione. Cosa gli ha risposto quando le ha detto che sarebbe andato a Cosenza?
«Io ero pronto a seguirlo vista l’ambizione dei rossoblù. Il pubblico fa sentire un grande calore e la società è seria: ci sono tutti presupposti affinché possa essere associato l’aggettivo “vincente” a questo progetto».

Il direttore vanta buoni rapporti con diverse squadre del nord, Fiorentina in primis. In Lega Pro come si trae vantaggio da ciò?
«I buoni rapporti lasciano intendere che si utilizzino modi educati e signorili: situazioni che non si trovano facilmente nel calcio moderno. A prescindere da ciò, però, può essere considerato un grande conoscitore di calcio e di settore giovanile».

Ci dica un pregio e un difetto del suo vecchio ds…
«Se da un lato è perfezionista ed ambizioso, dall’altro è un po’ permaloso.. ma non diteglielo (Calabro ride divertito, ndr)».  (Antonio Clausi)

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