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La sinistra radicale cosentina: «Il brindisi sulla metropolitana sulle spalle dei cittadini»

La sinistra radicale cosentina: «Il brindisi sulla metropolitana sulle spalle dei cittadini»

Cpoa Rialzo e Rifondazione comunista sottolineano: «Occhiuto disse per tre motivi: insostenibilità ambientale, economica e concettuale. Nessuno dei tre problemi è stato risolto. A Rende si correrà su rotaia…».

«Le foto del brindisi tra Manna, Occhiuto, Oliverio e Iacucci per festeggiare la firma dell’accordo di programma sulla metropolitana campeggiano in bella mostra sui loro profili social e su quelli dei loro sostenitori. Possiamo dire con una certo grado di certezza che questo antipasto della grande abbuffata di soldi e cemento che sta per colare sulla nostra area urbana la pagheranno i cittadini e la democrazia.
Mario Occhiuto ha dato una lezione maestosa di come si possa cambiare totalmente idea, perdendo su tutti i fronti ma millantando una grande vittoria». E’ quanto affermano il Cpoa Rialzo e Rifondazione Comunista in una nota inviata stamattina in redazione.

«Come tutti i cittadini potranno verificare nelle innumerevoli interviste del sindaco, quando ancora essere contro la metro serviva a fini elettorali – continuano gli esponenti della sinistra radicale – Mario Occhiuto si dichiarava contrario a questa infrastruttura di trasporto (Metropolitana Leggera), aderendo e pubblicizzando una petizione sul tema, per tre motivi principali: insostenibilità ambientale, economica e concettuale. Nessuno dei tre problemi è stato risolto. La metro su Rende (visto che si millanta l’area urbana) camminerà su rotaia, quindi, abbiamo un’opera che continua ad essere per lunghi tratti invasiva e devastante con buona pace del sindaco di Rende, a cui non interessano i disagi dei cittadini rendesi.
Mario Occhiuto sosteneva che una metropolitana che impiegasse 45 minuti a percorrere l’area urbana era un abominio concettuale perché in ogni città la metropolitana deve essere il mezzo più veloce tra tutti i mezzi di trasporto collettivi. Questo problema viene risolto? No, la metropolitana impiegherà 45 minuti per arrivare all’Unical ed evidentemente nessuno la preferirà a tutti agli altri mezzi (individuali o collettivi). A meno che, ovviamente, Occhiuto e Manna non ci vogliano esplicitamente dichiarare che renderanno la viabilità e il resto dei mezzi pubblici tutti ugualmente lenti per cui grazie alla loro lungimiranza la durata minima di percorrenza della distanza Cosenza-unical sarà 45 minuti con tutti i mezzi. Una bella vittoria!».

«Sulla sostenibilità economica Mario Occhiuto si supera – aggiungono Cpoa Rialzo e Rifondazione Comunista – Si appella al fondo regionale che dovrebbe contribuire alle spese di gestione dell’opera che ad oggi hanno una previsione totalmente fuori dalla realtà (come il sindaco sosteneva prima di cedere al ricatto della regione). Fondo regionale che esiste anche in Sicilia, in Emilia Romagna e in Lombardia ma che non ha evitato che le metropolitane di Messina, Bergamo e Parma (città con un’utenza simile alla nostra) fallissero. Cosa cambia oggi? Il fondo c’era pure quando il sindaco riteneva l’opera insostenibile. Ma a Mario Occhiuto sfugge un dato: che un carrozzone lo debbano sostenere le casse del comune piuttosto che quelle della regione lo pagheranno sempre i cittadini! Insomma la grande vittoria di Mario Occhiuto e Manna è di spendere 160 milioni di euro dei cittadini per un’opera insostenibile economicamente, concettualmente ed ecologicamente».

«Ma che quest’opera sia la vittoria di poteri forti e della cattiva politica lo dimostra l’arroganza e le motivazioni con cui i sindaci di Rende e Cosenza hanno evitato la consultazione popolare – chiudono gli esponenti della sinistra radicale – Visto che sia Manna che Occhiuto hanno cambiato idea rispetto alle loro campagne elettorali, in cui si schieravano contro la metropolitana leggera, oggi avrebbero almeno dovuto verificare se i cittadini dell’area urbana hanno cambiato idea o continuano ad essere coerentemente contro quest’opera inutile e dannosa. Perchè continuare cosi stucchevolmente a millantare accordi favolosi quando tutto quello di buono che c’è in quell’accordo poteva essere ottenuto con un‘altra destinazione dei fondi della metro? Il contorno di opere accessorie sono lo specchietto per le allodole di una vergognoso banchetto per costruttori e poteri forti che si chiama ricatto e disprezzo della volontà popolare. Noi che non amiamo i ricatti ma amiamo la partecipazione rilanciamo: c’è un atto da abrogare e quindi un referendum che possiamo fare! Riprendiamoci la democrazia per evitare quest’opera inutile e dannosa. La politica ha cambiato idea, i cittadini di Cosenza e Rende No!»

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