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MAGISTRATURA | Pierpaolo Bruni si insedia a Paola. «La procura lavorerà come una squadra unita» [FOTO-VIDEO]

E’ iniziata oggi l’avventura da nuovo procuratore capo di Paola del giovane magistrato di Crotone Pierpaolo Bruni, nominato all’unanimità dal Consiglio Superiore della Magistratura quale successore di Bruno Giordano, oggi procuratore di Vibo Valentia. La cerimonia di insediamento è stata brevissima. Poi il presidente della Corte d’Appello ha avviato gli interventi istituzionali.

Dopo sette anni passati alla Dda di Catanzaro, operando da Crotone a Vibo Valentia fino a Cosenza, Bruni assume il primo ruolo importante della sua carriera togata. Un ruolo prestigioso che arriva presto rispetto ad altri magistrati che per “conquistare” la poltrona di capo dei pm dei rispettivi circondari o Distretti hanno dovuto attendere una fase più avanzata dell’esperienza in magistratura.

Bruni in questi anni ha indagato sulle varie organizzazioni mafiose, su omicidi, sulla politica cosentina e regionale e soprattutto sui rapporti tra imprenditori e ‘ndrangheta. Un magistrato «serio, rigoroso ma al tempo stesso equilibrato», hanno detto il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro Domenico Introcaso e il procuratore generale di Catanzaro, Raffaele Mazzotta che con Bruni ha condiviso l’esperienza alla procura di Crotone.

Tante autorità presenti per l’insediamento del nuovo procuratore. C’era l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Monsignor Nolè, il sindaco uscente di Paola Basilio Ferrari, il presidente del tribunale di Paola, Paolo Del Giudice che ha presenziato l’udienza per la firma della nomina, il presidente della sezione penale di Paola Alfredo Cosenza, il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla, il procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini, il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro Giovanni Bombardieri accompagnato dal sostituto procuratore Saverio Vertuccio, il consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura Massimo Forciniti, punto di riferimento per i magistrati calabresi a Roma, il magistrato Dolce della procura nazionale Antimafia, il presidente dell’ordine degli avvocati di Paola, il presidente dell’ordine dei commercialisti Giorgio Sganga, il colonnello del comando provinciale dei carabinieri Fabio Ottaviani, al cui fianco c’era il maggiore Michele Borrelli – uno degli investigatori che con Bruni ha condiviso tutto, lavorando anche 24 ore al giorno – il colonnello del comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza Marco Grazioli, insieme al tenente colonnello Ciro Ciavarella, diversi esponenti della polizia di Stato, della Squadra Mobile di Cosenza e del commissariato di Paola, della Marina militare, avvocati e tante presenze della società civile.

Ma la presenza più importante per Bruni è stata quella dei suoi genitori, giunti da Crotone per assistere alla cerimonia, ai quali il procuratore di Paola è molto legato.

Nel corso del suo intervento, che potete sentire integralmente nel video (SOPRA), Bruni ha dettato le linee guida del suo nuovo impegno professionale. «La procura lavorerà come una squadra unita. Saremo ponderati nel valutare gli elementi di prova, grazie alla collaborazione della polizia giudiziaria che ringrazio già da oggi. Il nostro obiettivo sarà quello di cercare sempre la verità, fare una ricostruzione più veritiera possibile e portare elementi di novità nel lavoro investigativo». Il suo “modello investigativo” nel Cosentino ha messo in ginocchio le cosche e ha creato più di un imbarazzo alla politica locale, oggi sotto processo.

Non resta che augurare a Pierpaolo Bruni un grande in bocca al lupo. (Antonio Alizzi)

 

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