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Fontana sarà il terzo allenatore catanzarese della storia del Cosenza

Fontana sarà il terzo allenatore catanzarese della storia del Cosenza

Il prossimo allenatore rossoblù sulle orme di Fausto Silipo che ad inizio anni ’90 scrisse pagine indimenticabili nella corsa alla massima serie. Assolutamente negativa, invece, l’esperienza di Mauro.

Gaetano Fontana sarà il terzo allenatore catanzarese della storia del Cosenza Calcio. Intoppi permettendo. Gli altri due sono stati Fausto Silipo e Gregorio Mauro (in foto), con risultati davvero agli antipodi. La provenienza geografica del prossimo tecnico rossoblù non ha spaventato la società, risoluta nell’evitare retropensieri provinciali che inevitabilmente però potrebbero saltare fuori qualora le cose non andassero per il verso giusto. Fontana arriva al Marulla con le migliori intenzioni, convinto di poter riprendere il discorso interrotto alla Juve Stabia prima del mercato invernale. Una squadra di vertice, legittimamente al primo posto, fu smontata nel vero senso del termine dalla sessione di gennaio e il rendimento delle Vespe crollò al punto da fargli affrontare l’esonero.

Con Fausto Silipo al timone i Lupi vissero una delle stagioni più belle di sempre, chiusa soltanto a 5 punti dal sogno Serie A. Correva la stagione 1992-1993 e i rossoblù la domenica scendevano in campo con uno squadrone. Era quello del ritornello Zunico, Balleri, Napoli, Napolitano, Bia, ma nella formazione titolare trovava spazio gente del calibro di Marulla, Statuto e Marco Negri. All’annuncio di Silipo ci fu qualche titubanza, spazzata subito via dal modo signorile di porsi dell’allenatore. I risultati arrivarono l’uno dietro l’altro, fin quando il calendario servì su un piatto d’argento la promozione al Cosenza. Al San Vito, l’una dietro l’altra, erano in programma le gare decisive contro Cremonese e Ascoli. In tutto, in appena otto giorni, gli spettatori paganti furono circa 40mila. Finì malissimo: i grigiorossi passarono sfruttando un’autorete di Ciccio Marino e un Turci in versione Uomo Ragno, i marchigiani strapparono un pari (1-1) grazie ai miracoli di Lorieri.

L’anno successivo Silipo accolse nel ritiro estivo Pietro Maiellaro, lo Zar. Toccò a lui realizzare il gol più bello dei 103 anni di storia dei Lupi. Contro la Fiorentina, in uno stadio sempre pieno, prese palla a centrocampo, dribblò i diensori viola come birilli e segnò sotto la Curva Sud. La stagione non fu esaltante come la prima, con il Cosenza che chiuse a centro classifica e salutò Fausto Silipo.

Gregorio Mauro invece durò appena qualche settimana. Fratello dell’ex centrocampista della Juve, ora opinionista di Sky, fu portato in panchina dall’entourage dell’allora sindaco Eva Catizone che nel 2003 si assunse l’ingrato compito di rifondare il calcio in città dopo la mancata iscrizione del 1914. La presenza di Gigi Lentini in Serie D non servì a balzare subito in testa e Mauro, tra mille contestazioni della piazza, fu esonerato a margine di un pesante 1-3 casalingo con la Vigor Lamezia dove Tony Lio beffò Avitabile da 40 metri.

Adesso tocca a Gaetano Fontana, che ha l’occasione giusta per far apprezzare il calcio offensivo che lo ha contraddistinto a Castellammare e soprattutto la sua persona. Il parere negativo di qualche scettico inizialmente dovrà pur metterlo in conto, ma il calcio è bello anche perché alle nostre latitudini il rossoblù resta tale e il blu non potrà mai diventare giallo. (Francesco Pellicori)

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